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La macelleria degli amanti

Autore: Alessandro Beretta
Testata: Rolling Stone
Data: 11 maggio 2013

Tom è un bambino cieco, ma "il suo sguardo d'inchiostro" sente tutti gli affetti che lo circondano, primo tra tutti quello del padre Juan, detto "il colosso", un macellaio vedovo che insieme agli amici sogna la rivoluzione nel retrobottega. Una congiura fatta di grappa fuego e vino rosso, anche perché l'ebbrezza negli anni del regime di Pinochet in Cile "era la loro ultima e più discreta libertà".

È un'atmosfera tra favola e grottesco quella creata dal cileno Bolán ne La macelleria degli amanti, un libro che l'autore - che aveva 4 anni nel 1973 quando la giunta militare salì al potere - ha scritto in francese.

Tutto cambia quando Tom riesce a far incontrare, in una sala da ballo, il padre con la sua maestra Dolores e realizzare un suo desiderio: farli mettere assieme per avere una "quasi mamma". La felicità sembra raggiunta e la bella Dolores decide di entrare, unica donna, nel ritrovo clandestino e di dare una mano a Juan ad attaccare in strada i manifesti con i volti dei militanti scomparsi, spiegando che: "Sarà il mio modo di amarti e di amare il mio paese". Chiaramente, non andrà tutto liscio e la silenziosa e spietata macchina dell'oppressione si metterà in moto. Il regime, che non è mai nominato, si manifesta in auto nere e guardie armate, sa e pedina, individua e uccide: cancella senza lasciare traccia.

È così che il colore, da favola divertita e romantica che fino allora ha accompagnato il lettore, si trasforma in un monocromo nero. Un cambio di tono che non rompe la speranza del piccolo Tom: la prospettiva del bambino, infatti, permetta la rielaborazione fantastica e salvifica di un trauma storico - e non è la prima volta che avviene in Sud America. Così, mentre i grandi spariscono, "il cuore puro" del protagonista aspetta di crescere per potere un giorno, con coraggio, raccontare la verità.