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Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario

Autore: Salvatore Aloïse
Testata: Internazionale
Data: 10 giugno 2013

Cosa hanno in comune un maialino, una moschea e una presunta faida tra romeni e albanesi? Lo scenario è Torino, quartiere San Salvario, ad alta densità multietnica. Quelli che ne escono peggio sono il caporedattore e il direttore del giornale per cui lavora il protagonista, il cronista di nera Enzo Laganà. Pur di guadagnare visibilità, i due sono pronti a credere alle frottole che gli propina Laganà. Grazie a improbabili gole profonde, il cronista trasforma una serie di omicidi tra immigrati in una guerra di mafia. Tutto prima che emerga una meno appetibile storia di speculazione immobiliare, orchestrata dalla criminalità organizzata. Il maialino del titolo, finito in moschea, ricorda fatti realmente accaduti. Non mancano poi comitati “Padroni a casa nostra”, animalisti a oltranza, mamme premurose del sud – Laganà è “terrone di seconda generazione” – e zie appassionate di quiz televisivi. Uno spaccato del paese, raccontato con penna leggera da Amara Lakhous, scrittore di origini algerine che si conferma profondo conoscitore dell’Italia di oggi, così diffidente e incapace di vedersi allo specchio. Pochi anni fa ancora a Torino si poteva leggere: “Non si affitta ai terroni”. E, dice Lakhous, andrebbe tenuto a mente per il futuro.