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"Trinacria Park", la Sicilia più misteriosa

Autore: Silvana Mazzocchi
Testata: repubblica.it
Data: 19 giugno 2013

Un parco tematico destinato a diventare il più grande d'Europa, moderno ma anche effimero e fuorviante, una metafora della sua paradossale Sicilia, un espediente narrativo dalla cifra visionaria quello che anima Trinacria Park, romanzo del catanese Massimo Maugeri, l'autore del blog Letteratitudine.it da tempo abituato a poetiche ardite, che offre uno scenario dove non ci sono verità, ma solo silenzi, sospetti e bugie. Un affresco e un racconto dal linguaggio ricercato eppure lieve e brioso, che accompagna chi legge lungo un enigmatico percorso che mostra la Sicilia più misteriosa.

La trama è un espediente: Trinacria Park viene concepito come un grande progetto, un parco dei divertimenti insulare da realizzare con capitale americano, in una parola un sogno... Ma nessuno dice la verità e gli interessi che ruotano intorno alla sua costruzione presto rivelano uno scenario da thriller. Ecco una inspiegabile epidemia di colera che miete decine di vittime e che, in un primo tempo attribuita agli integralisti islamici, si scopre essere ascrivibile a cause del tutto diverse. Ecco comparire frammenti di un poema epico in greco antico che evoca le Gorgoni e che sembra autentico. E che è invece del tutto falso. Ed ecco delinearsi un contesto che richiama interessi il cui copione rimanda come sempre alla Mafia, ma che ha invece a che fare con gli aspetti inconfessabili del quotidiano. Scenario menzognero per personaggi mentitori: politici opportunisti, un attore balbuziente dalla discutibile carriera, un aiuto regista maniaco e tre donne, ambigue come tutto e tutti: una diva, una produttrice americana e una giovane rivoluzionaria.
Non c'è racconto dal passo tradizionale in Trinacria Park che sembra un thriller, ma thriller non è; che è un romanzo, ma che ostenta le bugie di cui la finzione è infarcita con tale platealità da trasformarla quasi in un originale docuracconto sulla Sicilia di oggi. In una guida a sorpresa per cercare la sua vera identità, liberandosi dagli alibi mascherati da sogni e dai luoghi comuni.

Quale Sicilia racconta Trinacria Park?
"Quella di Trinacria Park è una Sicilia che decide di mostrarsi moderna e all'avanguardia, ma che non riesce a liberarsi dei suoi paradossi, delle contraddizioni endemiche, degli interessi contrapposti che vengono dissimulati sotto l'insegna del Marketing. È una Sicilia che dichiara di voler cambiare pagina guardando al futuro e salvando il meglio del proprio passato, ma che lo fa avvalendosi di stratagemmi mediatici che ammantano di apparenza problematiche difficilmente risolvibili. È la Sicilia dell'"effetto isola" del personaggio Gregorio Monti (il direttore artistico del parco): amore per il luogo in cui si è nati, nostalgia per un passato irrisolto, senso di colpa per scelte incerte e opinabili. Una Sicilia che vuole essere internazionale, pur covando - al suo interno - pulsioni indipendentiste. Una Sicilia che sfoggia il ruolo autoattribuitosi di centro pulsante del Mediterraneo, per via della sua posizione geografica, ma che continua a sentirsi "terra di mezzo": anticamera dell'Africa e porta dell'Europa".
 
I parchi sono diventati simboli di resistenza al degrado un po' ovunque. Perché?
"Bella domanda. Difficile rispondere. Credo, però, che bisogna sempre considerare il luogo a cui si fa riferimento e la realtà che quel luogo vive. Immaginando che non ci siano problematiche di tipo paesaggistico/ambientali di cui tener conto, in un contesto dove "tutto funziona", un parco (e qui stiamo parlando di "parchi di divertimento" o "parchi tematici") potrebbe anche essere considerato come il fiore all'occhiello di un territorio. Laddove, invece, il degrado permane, più che come simbolo di resistenza il parco potrebbe essere visto come una sorta di oasi nel deserto. Il rischio però è che l'oasi venga spacciata come "rimedio anti-desertificante", mentre intorno nuovi strati di sabbia si sovrappongono a quelli preesistenti. Un altro rischio è quello che io identifico come "sindrome da grande progetto". Per rimanere nella Storia, bisogna intestarsi un grande progetto (magari truccandolo da "grande sogno" da realizzare)... anche se a volte ciò che serve davvero a un territorio e alla collettività che lo abita è la risoluzione di tanti piccoli (ma gravi) problemi quotidiani. In un punto del romanzo Remigio De Curtis (Presidente della Regione Siciliana) rievoca uno scontro con un gruppo di manifestanti che gli chiede "l'acqua dai rubinetti", anziché il Grande Parco. È quello di cui la gente ha bisogno. De Curtis risponde che "la necessità non può uccidere il sogno"".
 
Nel suo romanzo nulla è come appare...
"Proprio così. Nulla è come sembra. È un po' lo slogan del libro, questo. In tal senso Trinacria Park è un romanzo contro la menzogna (non è un caso che sia stato pubblicato per le edizioni e/o all'interno della collana Sabot/Age curata da Massimo Carlotto e diretta da Colomba Rossi). I personaggi del libro si muovono sotto una coltre di bugie. È una sorta di fiction della finzione, Trinacria Park. Fingono un po' tutti. A volte in maniera voluta. Altre volte in maniera inconsapevole. In alcuni casi mentendo persino a se stessi. Il Lettore che vorrà farsi un giro di giostra al Trinacria Park, seguendomi nel percorso offerto da questo romanzo, scoprirà realtà differenti (in alcuni casi opposte) a quelle che sembrano delinearsi all'inizio della storia. Non troverà risposte, ma occasioni di riflessione, sì. E tante. Almeno lo spero".