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L'algerino Lakhous: voglio raccontare l'Italia che cambia

Autore: Ugo di Pace
Testata: Corriere del Mezzogiorno
Data: 28 giugno 2013

Forse il «Festival Salerno/Letteratura» ha toccato il punto più alto quando all’ostello Ave Grazia Plena - un edificio siecentesco denso di memorie religiose - due archeologi di vaglia Luca Cerchiai e Mauro Menichella hanno presentato lo scrittore algerino Amara Lakous. Amara, arrivato a Roma nel 1995- dopo aver conseguito una laurea in filosofia all’Università di Algeri - ha appreso il nostro idioma in maniera così perfetta tanto da ritenersi a tutti gli effetti uno scrittore italiano. E infatti dice: «I miei romanzi raccontano l’Italia che sta cambiando. Il nuovo libro è uscito da poche settimane e ha avuto una buona accoglienza sia di pubblico che di critica. Pietro Golino ha scritto cose bellissime del romanzo, ha anche presentato il mio romanzo, Francesco Durante e Vincenzo Consolo mi hanno sostenuto moltissimo, sono molto grato a entrambi».
«Da qui nasce anche la traduzione in film del romanzo «Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio» - che si trova nei pressi della stazione Termini - lì ho vissuto sei anni - e così si chiama anche il film, la regista è Isotta Toso». E infatti a Salerno è presente l’attore protagonista, il tunisino Ahamed, il piccolo Adam di tre mesi e la moglie Francesca Bellino. «Ho lavorato in un centro di accoglienza per immigrati e rifugiati e ho ambientato in quel posto la mia storia. Il romanzo è del 2006 - il film è uscito nel 2010 continua il racconto Amara In Tunisia c’è ancora un quartiere italiano, di siciliani in particolare, che arrivarono alla fine dell’Ottocento, clandestinamente. Voi italiani, noi italiani, abbiamo un patrimonio che nel mondo non ha pari. Ma adesso gli italiani giocano in difesa: per usare una metafora calcistica, hanno tanti campioni che però vengono messi in panchina se non in tribuna. Questo è ridicolo: non so se ricorda i mondiali in Giappone e Corea 2002. Trapattoni aveva una squadra straordinaria, e invece di giocare per vincere il mondiale si portò la bottiglietta d’acqua santa per annaffiare il terreno contro il malocchio. Sembrava mia nonna. Ovviamente il mondiale non l’abbiamo vinto e abbiamo fatto brutta figura. Ecco, l’Italia ha un patrimonio straordinario ma fa il catenaccio. Non dà cittadinanza a migliaia, milioni di ragazzi, che sono italiani, sono nati in Italia, la maggioranza assoluta di questi ragazzi neanche conosce il paese d’origine dei genitori. Io voglio raccontare questa Italia che sta cambiando, raccontando storie nuove. Voglio scandagliare la memoria dell’immigrazione italiana, sia interna che esterna. C’è un miscuglio straordinario di movimenti sociali in questo popolo". Amara spiega ancora che i suoi libri scritti in italiano, poi tradotti in arabo per essere ritradotti in italiano prima di passare agli editori francese, tedeschi inglesi arabi. In Italia ha molti ammiratori, specialmente emerginati come i giovani detenuti del carcere di Eboli che il prossimo anni si appresta ad incontrare. Faremmo un peccato di omissione se non citassimo almeno en passant l’ottimo libro di Giulio Giorello e Ilaria Gamba che ha un titolo insolito e al tempo stesso affascinante: La filosofia di Topolino. «Quando siamo di fronte ad un mistero non abbiamo capito la causa di quel fenomeno ci chiediamo il perché"- comincia a raccontare Giulio Giorello nello spazio aperto del Tempio di Pomona. "In effetti -continua suadente- Topolino e specialmente Minnie svela i misteri della metafisica anticipando i modi del filosofo olandese Spinoza».