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«Dritto al cuore». Un mistero già finito nella trama di un libro

Testata: Il Giorno
Data: 6 luglio 2013

All'epoca ancora non si parlava di omicidi, ma solo di ritrovamenti di ossa. Reperti di donne smembrate in zone boschive, assieme a una parte di capigliatura. Ma il ritrovamento di quei pochi resti a Olzino, sopra Cernobbio, è stato sufficiente a ispirare la trama di un noir uscito un mese fa per Edizioni e/o: «Dritto al cuore », di Elisabetta Bucciarelli. La vicenda è interamente trasportata in Val d'Aosta, e precisamente in Val d'Ayas, dove su un sentiero boschivo poco battuto neimesi invernali, vengono trovati resti di donna del tutto simili a quelli di Cernobbio, compresa quellamanciata di treccine sopravvissuta alla dispersione, parte della capigliatura afro della ragazza. Il rimando è evidente, l'ispirazione al quel fatto di cronaca chiarissimo, sufficiente a stimolare la suggestione di quella storia di dramma umano che sta alle spalle di unamorte violenta. Trovata in quei luoghi impervi, smembrata dagli animalima,molto prima, da una mano umana, la vicenda di quella ragazza straniera, la cui scomparsa passa inosservata, nel romanzo è la premessa a un'indagine condotta dai carabinieri di Aosta,ma dove specialisti dell'analisi delle ossa, del tutto simili agli esperti delLabanof, svolgono tutti gli accertamenti possibili e necessari. Fin da subito, nel romanzo, si parla di omicidio, davanti a una serie di evidenze che lasciano poco spazio alla possibilità di una morte accidentale, o di un semplice occultamento di cadavere. Ora anche la vera indagine procede in quella direzione: una volta perfezionata l'analisi di quelle poche ossa, ha preso la strada del possibile omicidio.