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La detective va in vacanza: delitto e castigo a 2000 metri

Autore: Annarita Briganti
Testata: RSera
Data: 31 luglio 2013

L'incipit. La Casa era in alto. Per arrivarci si doveva risalire tutta la valle, affrontare trentasette tornanti, prendere una funivia. E ancora non bastava. D'estate c'era da camminare una buona mezz'ora a piedi, fino a quota duemila. D'inverno servivano gli sci, oppure le ciaspole agganciate agli scarponi, al limite il gatto delle nevi.

La trama. L'ultimo villaggio Walser sull'Alta Via che conduce alla Svizzera e alla Francia. Le montagne valdostane dove Primo Levi ha fatto il partigiano. Elisabetta Bucciarelli, una delle poche donne a scrivere noir in Italia, torna con la sesta indagine del suo personaggio seriale, l'ispettrice Maria Dolores Vergani, e va Dritto al cuore. Ragazzi montanari e cittadini che si incontrano/scontrano d'estate tra mucche e pastori. Tre donne molto diverse tra loro: una vecchia misteriosa, la giovane Ariel dalle sembianze di un angelo e l'ispettrice. Un'altra donna morta, occultata nel bosco, e una mucca uccisa prima della fiera più importante della valle. Da queste due vittime, un essere umano e un animale sacro in alcune religioni, la Vergani partirà con le indagini che faranno luce su una catena di omicidi che dissemina cadaveri dai monti valdostani ai boschi lombardi.

Lo stile. Delitto e castigo a 2.046 metri di quota. I cellulari non prendono. Persone e animali vivono insieme nei rescard, antiche costruzioni di legno e pietra. Latte, burro e formaggio vengono dalle stalle. Il massimo della vita è la lotta tra mucche, una specie di corrida, o accompagnare i pastori al pascolo. Ma il male è ovunque, anche nei luoghi incontaminati. La Vergani non può godersi le vacanze, se c'è un cadavere di mezzo. Zefiro, il capovillaggio, trova nel bosco un cranio mozzato. La polizia rinviene anche i resti di un corpo e un sacco della spazzatura con dentro vestiti da donna. Acqua, aria e cibi puliti permettono all'essere umano di compiere a pieno il suo destino, sostiene la Bucciarelli. Nei suoi libri chi sfrutta la Natura per motivi economici fa una brutta fine.

Pregi e difetti. In un panorama giallistico al limite della capienza, il noir ambientalista della Bucciarelli si fa notare per i meccanismi sofisticati: «ll lettore di gialli resterà deluso. Non concedo un finale consolatorio. Non scavo nel torbido. Non rendo protagonista il serial killer. M'interessa il rispetto delle vittime e del mondo in cui viviamo». Senza trascurare la dimensione soprannaturale, in un modo che piacerebbe a Stephen King: fate, spiriti del bosco, creature mitologiche come il cervo mucca, che esiste realmente, considerato un portafortuna da chi lo avvista sul bordo di un ruscello. Se non si hanno risposte, tanto vale attribuire senso ai segni: «In montagna rallenti, entri in sintonia con la tua anima, vedi il futuro».