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Sinistri di Tersite Rossi

Testata: La Leggivendola
Data: 29 maggio 2013

Dunque, Sinistri. Dei Tersite Rossi. Edizioni E/O, 2012, collana Sabotage. Tra l'altro io ignoravo che i Tersite Rossi fossero in due finché non mi è stato svelato su Fb, infatti trovavo il nome un cicinin bizzarro.
Questa 'recensione' temo sarà un po' breve, perché è davvero difficile parlarne senza rivelare troppo della trama. Basterebbe accennare alla natura del sentimento che m'ha presa una volta finita la lettura per svelarvi tutta l'impalcatura su cui si regge il libro. Effettivamente parlarne è un po' come camminare sulle uova. Il mio tentativo sarà di aggirarle.
Allora, trattasi di un fantapolitico ambientato in Italia, che giustamente quale paese migliore in cui ambientare un fantapolitico dittatoriale? Ohohoh! … questa recensione si collega un sacco a un post che scriverò a breve su blog e politica. Ma andiamo avanti, va'.
Iniziamo con degli articoli di giornale dei nostri tempi, stralci di notizie sulle elezioni. Il successo del Movimento Antieroico contrapposto al pari successo del Partito della Felicità. La scomparsa della sinistra, la morte di Berlusconi. Ora, qui i Tersite Rossi si sono rivelati profetici per tanti motivi, speriamo c'azzecchino ancora un po'.
… sono una brutta persona, va bene? Però secondo me dopotutto è meglio darsi alle becere lamentele. Fungono egregiamente da sfogo. Il momento in cui smetterò di sfogarmi in questo modo, allora sì che ci sarà da preoccuparsi.
Andiamo avanti, che qui sto veramente allontanandomi dalle uova a passo di marcia.

A forza di stralci di giornale e di passato, arriviamo al 2023. Un 2023 che vede avverato il sogno dittatoriale-capitalistico del mercato, dell'apparenza, della forza, della superficialità. Un futuro che fa persino più orrore di questo presente. Un futuro senza libri, un futuro di coprifuoco alle 21, di giornali così totalmente assoggettati da non cercare nemmeno di nasconderlo. Un futuro in cui Vittorio Mannoni (che io non riesco a immaginare se non con le sembianze di Montezemolo, non so perché) è a capo del Partito della Felicità, unico e adorato reggente dell'Italia.
La polizia statale ridimensionata, messa da parte da violente agenzie di sicurezza private, la proposta di una legge che renda finalmente illegale la contrapposizione politica e di pensiero, i campi di rieducazione, il razionamento delle risorse energetiche. Non sono elementi che vengono spiegati in un ridondante e noioso infodump, ma fattori che spuntano nel corso della narrazione e arricchiscono il peso plumbeo e inquietante dell'ambientazione.
Ci sono diversi fili narrativi che s'intersecano. Il primo, quello di un poliziotto deluso e recalcitante che si avvicina al dissenso. Il secondo, quello del capo della polizia che riceve un misterioso pacco. Anna, dissidente, figlia di un membro minore del Partito della Felicità.
E poi, quasi più importante, il pacco ricevuto dal capo della polizia, che contiene una serie di racconti collegati in qualche modo al Movimento Antieroico, di cui già ci è stata narrata la distruzione avvenuta anni prima. Il capo della polizia resta a leggerli di notte, nel proprio ufficio e a fare collegamenti coi membri della Banda dei Nove, rea di aver fondato il Movimento Antieroico. Catturati e scomparsi anni prima, eppure...
Eppure io di qui in poi non dico più nulla sulla trama. Anzi, mi sa che ho detto fin troppo.
Devo però aggiungere che ho adorato i singoli racconti. Il che di per sé è abbastanza raro, perché non sono una grande fruitrice di racconti. Però questi mi sono piaciuti. I collegamenti che il capo della polizia riesce a fare con il Movimento Antieroico sono flebili, non intralciano la semplice e pura narrazione. Se si tralascia tutto il resto, sono belle storie e basta.
Mi sento di fare solo un appunto sul mio disaccordo col finale. Per me il cerchio era perfetto. Non dico altro.

Stile scarno da noir, inquietante, nero. Nero sul serio. Lo consiglio un sacco.