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GIULIA 1300 E ALTRI MIRACOLI - Fabio Bartolomei

Testata: La Lettrice Rampante
Data: 25 agosto 2013

Terzo romanzo che leggo di Fabio Bartolomei (anche se, in ordine cronologico, sarebbe il primo) e terza volta che mi ritrovo a pensare a come scrivere una recensione che riesca a descrivere al meglio tutto quello che questo libro mi ha fatto provare.

Come i due precedenti, La banda degli invisibili e We are family, anche Giulia 1300 e altri miracoli è uno di quei libri che dovreste leggere e basta, senza porvi troppe domande, senza leggere recensioni o commenti e senza lasciarvi sopraffare da indecisioni di qualunque tipo. Aprite il libro e iniziate a leggere.
Forse all'inizio faticherete un po' ad entrare nella storia, soprattutto se, come me, leggete questo libro dopo gli altri due.  Un po' si sente che è un'opera prima e che probabilmente l'autore sta ancora cercando il coraggio di osare. Ma passate la prime pagine questa lieve insicurezza scompare e ci si ritrova immersi in un romanzo incredibile. Oltre che nell'ennesimo, ben riuscito, ritratto della nostra società.

Perché è questo che fa Bartolomei nei suoi libri: parla dell'Italia, con tutti i suoi problemi, le sue difficoltà e le sue contraddizioni. E lo fa creando dei personaggi che ben incarnano le diverse caratteristiche che affliggono parte degli italiani di oggi: qui c'è Diego, ad esempio, venditore di auto, insoddisfatto della sua vita, che si ritrova a dover affrontare la morte di un padre che ha conosciuto solo negli ultimi giorni di vita. C'è Fausto, un mezzo naziskin, che truffa la gente vendendo orologi su un canale televisivo, fissato con la palestra e con le donne. C'è Claudio, ipocondriaco per natura, che ha fatto fallire l'impresa storica di famiglia e ha divorziato dalla moglie, di cui è ancora innamorato e che non si stancherà mai di aspettare. Tre persone mediocri, insoddisfatte, insicure che per uno strano destino decidono di aprire insieme un agriturismo nelle campagne campane. A soccorso immediato del loro fallimento arriverà Sergio, un comunista a cui Fausto deve dei soldi. L'attività a poco a poco inizia a funzionare, suscitando l'interesse della camorra che vorrebbe il pizzo. Ma i quattro non hanno nessuna intenzione di cedere (anche se ce l'avessero avuta, ormai è troppo tardi).

E' un libro che fa ridere tanto e di gusto. Ero in spiaggia e non riuscivo a trattenermi, nonostante gli sguardi dei miei vicini di ombrellone. Pur trattando temi molto importanti e profondi, quali il divorzio, la morte, l'amore, l'insoddisfazione personale, la camorra e l'ingiustizia, l'integrazione, Bartolomei riesce a inserire la giusta dose di ironia, mettendo in evidenza gli aspetti più buffi e quasi grotteschi della nostra società. E' bella anche l'evoluzione che si trova in ognuno dei personaggi: nei proprietari dell'agriturismo ma anche nei camorristi e di quasi tutte le persone che entrano in contatto con l'agriturismo. Si arriva alla fine, con una forte voglia di riscatto, con la speranza che dopo mille sconfitte nella vita finalmente anche i pareggi e le vittorie possano arrivare. Sia nella vita personale di ognuno di noi sia contro qualcosa di più grande.

Si ride, si piange, ci si commuove. E si arriva alla fine con la voglia di leggere subito qualcos'altro di questo autore. Quindi, Fabio, se sei in lettura, ti prego, sbrigati a scrivere un altro libro... perché sento già che la tua penna mi manca tantissimo.
"Io sogno di prendermi cura di lei quando sarà vecchia, di massaggiarle le gambe quando saranno gonfie, di dirle che è bella quando nessuno si sognerà più di farlo, di farla viaggiare quando penserà che ormai sia tardi, di farla ridere quando le altre saranno sole alla finestra con lo sguardo triste. Saprò leggerle negli occhi la paura di morire e riuscirò a farla pensare ad altro... Voglio che si senta sicura aggrappata al mio braccio quando non si sentirà più ferma sulle ginocchia, e quando sarà sorda non mi stancherò di ripeterle le cose due volte"