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Romanzo erotico-criminale a Rio de Janeiro

Autore: Daniele Castellani Perelli
Testata: L'Espresso
Data: 26 settembre 2013

A giudicare dal numero di fornicazioni e concubinaggi che si verificano, temiamo che il venerando padre ci ordini di bruciare tutta la città... Le passioni e i "peccati" ~ di Rio de Janeiro, che già risuonavano nel 1591 in queste parole di un prelato brasiliano, sono al centro dell'ultimo romanzo di Alberto Mussa, "La casa degli scambi" (edizioni e/o), in uscita venerdì prossimo. Vincitore del Machado de Assis, premio dell'Accademia brasiliana, Mussa è nato a Rio nel '61. Di origini libanesi, è filologo e docente universitario. Storia e antropologia si intrecciano in questo libro che gira intorno a una storica dimora, l'attuale Museu do Primeiro Reinado, che al tempo della narrazione, il 1913, era ambulatorio e rinomato bordello, gestiti dal sessuologo Miroslav Zmuda. Quando un importante politico vi viene ritrovato morto, il perito Sebastiào Baeta indaga sull'enigmatica "infermiera" Fortunata, ma finisce sulle tracce del fratello playboy di questa e di uno stregone. «È uno dei cinque romanzi che voglio dedicare alla mia città, ognuno ambientato in un secolo diverso», racconta Mussa: «Mi ispiro a Borges e Lévi Strauss, ma anche a Dante, Gadda e Calvino». Un romanzo, tra il noir e l'erotico, è anche una guida criminale di Rio, città sempre in agitazione, come confermano le proteste anticorruzione di giugno, che Mussa ha condiviso: «Sì, certo. Ribellarsi è una tradizione di Rio. È per questo che nel '60 la capitale è stata trasferita a Brasilia.