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La morte nera e l'angelo

Autore: Ugo Brusaporco
Testata: Bresciaoggi.it
Data: 25 settembre 2013

MEDICINA. Un eroe della scienza, ancora oggi venerato in Oriente
Allarme: il Kirghizistan rivive l'incubo della peste che dall'Asia arrivò in Europa. Una notizia che rimanda a Yersin, il medico scopritore del bacillo

«Il Kirghizistan rivive l'incubo della “morte nera”», scrivevano le agenzie stampa pochi giorni fa. La notizia genera un certo timore perché fu proprio dal Kirghizistan - paese dell'Asia centrale confinante con Cina, Kazakistan, Tagikistan e Uzbekistan - che nel 1338 (o forse nel 1339: le date in quei tempi, in lande periferiche, non erano di certo una cosa importante) si sviluppò in una comunità di cristiani assiri che risiedeva sulle rive del lago di Issyk-Kul l'epidemia di peste nera che in pochi anni arrivò, dal 1347 al 1353, a sconvolgere il mondo uccidendo in Europa forse più di un terzo della popolazione. La notizia si deve necessariamente accompagnare a quella del centocinquantenario della nascita di Alexandre Yersin, lo scopritore del bacillo della peste, e di un libro, appena edito da Edizioni e/o, una biografia romanzata, su di lui: Peste & Colera di Patrick Deville. Alexandre Yersin, poco noto in Europa ma venerato come saggio illuminato buddhista in Vietnam, dove gli hanno dedicato due templi a Sui Cat e a Nha Trang e dove la fattoria dov'è sepolto a Suoi Giao è meta di pellegrinaggi, era nato il 22 settembre del 1863 ad Aubonne, nel cantone svizzero di Vaud ed è morto a Nha Trang, in quella che era l'Indocina Francese, il 28 febbraio 1943. Medico, batteriologo ed esploratore, Yersin era cresciuto alla scuola di Louis Pasteur, a cui doveva anche la vita: solo il siero antirabbia lo salvò dopo essersi infettato durante un esperimento. Aveva studiato a medicina a Marburgo, poi a Parigi. È qui che incontra Pasteur e si laurea con una tesi sulla tubercolosi, un argomento che va a approfondire a Berlino dove segue il corso di Robert Koch, il fondatore della batteriologia. Il suo spirito libero lo porta nel lontano Oriente come medico di bordo sulle linee Saigon-Manila e Saigon-Hanoi. Nello stesso tempo Yersin riesce ad avere la possibilità di esplorare l'Indocina, uno dei mondi più sconosciuti e vergini di quel tempo: in tre rischiose esplorazioni, completa precise mappe geografiche antropologiche del territorio. Queste sue attività lo porteranno nel tempo a guadagnare il titolo di colonnello medico. Yersin aveva reso servizio all'espansione coloniale francese portando come risultati di una vita la scoperta del batterio della peste e la creazione in Indocina del secondo Istituto Pasteur per la ricerca. Aveva esplorato la catena Annamita, aveva fondato la città di Da Lat, aperto la Scuola di medicina di Hanoi, introdotto le colture della gomma, della china e della cocaina a scopo curativo, e altro ancora. Il suo nome resta però legato alla scoperta del batterio della peste, una vera avventura scientifica, una gara tra due grandi studiosi, lui e il giapponese Shibasaburo Kitasato, entrambi calati a Hong Kong nel 1894, quando un'epidemia di peste originatasi in Mongolia raggiunse la costa sud della Cina e in particolare il protettorato inglese di Hong Kong. Tra il 12 e il 15 giugno 1894, con scarso materiale, Yersin viaggia da Saigon e Hong Kong . Tra il 17 e il 19 dello stesso giugno effettua una serie di autopsie infruttuose, scopre che i giapponesi hanno più corpi da analizzare avendo corrotto gli inglesi e si fa costruire un laboratorio annesso all'ospedale di Hong Kong. Il 20 giugno isola un microbo sconosciuto sul cadavere di un soldato inglese: è il bacillo della peste! Proprio la scarsità del suo materiale scientifico lo aiuta: se Kitasato mantiene le sue colture batteriologiche in un'incubatrice, non avendola Yersin le sviluppa in un ambiente naturale, una capanna di bambù, e questo si rivela vincente. Il bacillo si sviluppa meglio a temperature più basse di quelle del corpo mano. Il 3 agosto Yersin lascia Hong Kong e ritorna in Indocina soddisfatto, invia il microbo della peste in Francia, annuncia al mondo intero la scoperta del «bacillo Kitasato-Yersin»: pur sapendo di essere il solo a averlo isolato rende onore all'avversario. Il suo solo merito gli verrà riconosciuto ufficialmente nel 1970. La «Yersinia pestis», il bacillo di Yersin, era a disposizione per il mondo per preparare il vacino per la peste. Lui era già santo per un paese a cui ha regalato la sua sapienza e il suo amore.