Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Il cieco e il mare

Autore: Benedetta Marietti
Testata: D / La Repubblica delle Donne
Data: 23 febbraio 2008

È dalla Grecia che arrivano molte sorprese letterarie al femminile. Dopo Mara Meimari di e le sue Streghe di Smirne, ecco Ioanna Karistiani con Le catene del mare, miglior romanzo del 2007 in patria. Protagonista un anziano comandante, burbero e solitario, da 58 anni per mare, che vorrebbe solo “navigare per sempre”. Benché cieco, conduce il cargo Athos III per i porti di mezzo mondo, senza mai sbarcare, incatenato dallo “swell”, la magia del ritmo avvolgente delle onde. Grazie alla tenacia di un figlio ribelle e all’amore di una donna paziente cambierà il proprio destino. Ma quello che interessa soprattutto a Karistiani è rendere omaggio al mare e a chi di mare vive, come racconta lei stessa dalla sua casa di Atene.

Lei è nata a Creta. Viene di lì il suo amore per il mare?

«Credo di averlo nel sangue perché i miei genitori sono originari di Paesi dell’Asia Minore bagnati dal mare. Adoro la parola in- glese “swell”, la lunga e silenziosa corrente dell’oceano. E sono appassionata di racconti di navigazione».

Perché la storia di un comandante cieco?

«Provo un enorme rispetto per i marinai. Fanno un lavoro durissimo, pieno di privazioni. Quando finiscono il loro “turno” non possono abbandonare il luogo di lavoro, sono come monaci in un convento. Ho scelto un comandante cieco sia perché ho saputo che n’è esistito uno, sia perché avevo così la possibilità di trattare i miei temi prediletti: la solitudine, l’isolamento, l’amore, il destino».

Cos’è il mare per il protagonista?

«Mitsos Avgustìs è un uomo coraggioso, non teme i pericoli del mare. Anche se è cieco, è in grado di sfidare la forza dell’oceano e di contrastare le tempeste. Ma ha paura delle insidie della terraferma. E di fronte ai problemi familiari preferisce fuggire».

La moglie e l’amante di Mitsos,in modo diverso,passano la vita in attesa del loro uo- mo. Sono novelle Penelope?

«Entrambe aspettano Mitsos ma ma non sono passive. Flora, la moglie, è forte ed energica, lavora e cresce da sola i figli, ma non riesce a trovare il coraggio di divorziare. La bellissima Litsa rinuncia ad avere una propria vita per aspettare il suo uomo, ma è una sua scelta consapevole e risoluta. E il tempo le darà ragione».

Alla fine Mitsos inizierà una nuova vita...

«Chiunque può farlo, anche un attimo prima di morire».