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E il carabiniere impugnò la penna

Testata: La Provincia di Lecco
Data: 8 ottobre 2013

Roberto Riccardi ha dalla sua una professione che l'ha messo a contatto con la materia viva che è poi finita nelle sue pagine.E', infatti, colonnello dell'Arma e direttore della rivista "IlCarabiniere"; ha lavorato per anni in Sicilia e Sardegna e ha comandato la Sezione antidroga del Nucleo investigativo di Roma, svolgendo indagini in campo internazionale. Gli chiediamo quanto ci sia d'invenzione e quanta parte abbia la sua esperienza sul campo,entro le sue storie.

«C'è molto di "inventato" ma anche una buona parte suggeritami dalla mia professione. Ho lavorato per anni in Sicilia e in Calabria ed anche per questo le origini di Rocco Liguori, il protagonista di "Undercover",sono calabresi».

Il suo romanzo narra le vicende di due ragazzini cresciuti insieme in un paesino calabro e poi divisi da due destini opposti. Anche questo si rifà ad un episodio reale?

Non sono pochi i casi di ragazzi che crescono insieme, nella stessa comunità, e poi si trovano a vivere esistenze parallele. Dopo l'uscita del mio libro, ho letto un'intervista del magistrato Nicola Gratteri, in cui rivelava di aver riconosciuto in un narcotrafficante che stava interrogando l'amico con cui da piccolo giocava a pallone e che abitava a pochi metri da casa sua. Dunque, la realtà va spesso oltre il romanzo.

Il suo thriller si distingue per un ritmo narrativo incalzante. E'stata una scelta studiata a tavolino?

Direi di no. Sono abituato all'azione per cui anche quando scrivo vado dritto al nocciolo della questione senza troppe pause.

Un'altra caratteristica del suo romanzo è quella di svolgersi anche all'estero. Anche questo un caso?

E' una scelta pensata. Ho voluto dare al mio romanzo una caratterizzazione internazionale. "Undercover" si svolge in Italia ma anche in Messico e in Colombia; la prossima avventura di Rocco Liguori avrà come teatro la Bosnia e l'Erzegovina.

Spero di non offenderla dicendole che i luoghi comuni che circondano i carabinieri faticano ad accostarli alla scrittura. Da dove nasce questa sua passione?

Mia madre era professoressa di lettere, per cui il mio amore per la letteratura nasce da lì. Io, poi, ho fatto il liceo classico ed ho sempre coltivato la lettura. Quanto ai luoghi comuni sui carabinieri posso solo dire che esistono anche per essere smentiti".

Quali sono i suoi autori di riferimento?

"Lascerei stare i classici. Per limitarci agli scrittori più vicini a noi direi senz'altro Leonardo Sciascia, ma anche Beppe Fenoglio, Corrado Alvaro ed Elsa Morante.