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Peripezie di attrice nell'Iran islamista

Autore: Camilla Tagliabue
Testata: Il Fatto Quotidiano
Data: 19 ottobre 2013

IN IRAN, , quando c'è da compilare un modulo e dici che sei un attore o un'attrice, sbarrano la casella corrispondente alla professione. A loro piacerebbe tanto cancellare, con lo stesso tratto nero, l'intera nostra esistenza ", afferma Sheyda, la protagonista del romanzo di Nahal Tajadod. "L'attrice di Teheran" - titolo originale Elle Joueè - volitiva e fiera, insofferente ai diktat: come da adolescente è scappata da un'a g g re ssione con l'acido, così da adulta non si piega alle regole del cinema patrio, per cui "una donna e un uomo non devono toccarsi, ma picchiarsi è permesso". A raccontare le peripezie sentimentali e i successi artistici di Sheyda è un'anziana amica scrittrice, anche lei iraniana, ma figlia di un paese più libero grazie allo scià; niente a che vedere con il regime dei mullah in cui è cresciuta la giovane. Ispirato a una storia vera - quella di Golshifteh Farahani, conosciuta anche in Europa per aver interpretato ruoli nei film Come pietra paziente e Pollo alle prugne - questo libro delicato pone domande indelicate a tutti coloro che, ieri come oggi, si lasciano sedurre dalle maledette Primavere e dalle Rivoluzioni di sedicenti Guardiani.