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Recensione di Sette vite e un grande amore. Memorie di un gatto di Lena Divani (EO, 2013) a cura di Elena Romanello

Autore: Elena Romanello
Testata: Liberi di Scrivere
Data: 17 ottobre 2013

Di libri sui gatti, animali domestici misteriosi e affascinanti, ne sono usciti in questi anni davvero tanti, dalle guide pratiche alla struggente storia del gatto di biblioteca Dewey, dalle storie spassose di Doreen Tovey ai gialli di Lilian Jackson Braun, tutti pronti a raccontare storie intorno all’unico appartenente alla famiglia dei Felini che è stato addestrato dagli esseri umani, pur mantenendo la sua indipendenza e il suo desiderio di libertà.
Tutti i felinofili o quasi hanno anche la loro biblioteca fornita in tema, tra foto, libri di illustrazione, manuali e romanzi: ebbene, merita un posto anche questo delizioso libretto agile e lettterarialmente dotto, grande successo nel 2012 in una Grecia che in questo momento ha purtroppo altro per la testa, ma che ha trovato il tempo di appassionarsi a questa storia d’amore insolita e straordinaria, sospesa in un tempo che è quello di oggi ma è fuori dal medesimo.
Una storia d’amore al centro di tutto quindi, quella tra Madamigella, scrittrice dalla vita isterica e sregolata, sempre in viaggio e incapace di costruirsi dei legami seri, e Zucchero, gatto ironico che sta vivendo la sua ultima vita dopo varie peripezie nella Storia nelle sei vite passate, che si trova per caso nella vita  e nella casa di Madamigella, dalla quale non uscirà più fino alla sua dipartita, portandole affetto e insegnandole forse a dare un senso a tutto.
Sette vite e un grande amore racconta il mondo di oggi visto dagli occhi di un gatto, quando di solito nella letteratura felina erano gli esseri umani a narrare, costruendo un microcosmo di incontro tra due creature diverse ma complementari, tra momenti di ilarità e momenti di gran commozione, anche se non si raggiungono i toni patetici di per esempio un libro come Io e Marley. Un libro che si fa leggere e che racconta cose care a chiunque ama i gatti, ma che alla fine parla di cose universali, i sentimenti, la voglia di dare un senso alla propria vita, la perdita degli affetti, il voler ricominciare, il sapersi creare un rapporto speciale con l’altro.
Più che vicino a libri bellissimi come Io e Dewey o Omero gatto nero Sette vite e un grande amore si rifà alla letteratura felina di Celine, Colette, Baudelaire, persino di un Edgar Allan Poe, anche se là i toni erano decisamente diversi. Qui non c’è horror, ma il riflettere su quanto una creatura altra da te sotto tutti i punti di vista possa darti molto e quanto ormai sia presente nel nostro modo di vivere il rapporto irrinunciabile con animali come i gatti e i cani che condividono le nostre vite, tra alti e bassi, fin da tempi antichissimi.
Per cui, Sette vite e un grande amore è un libro imperdibile per i felinofili ma interessante anche per chi vuole capire qualcosa di più su questo amore per i gatti e che comunque ama un libro scritto bene e non in modo banale. L’autrice Lena Divani, professoressa di diritto, è già autrice di romanzi, per adulti e ragazzi, pièces teatrali e saggi. Una delle tanti voci interessanti da un Paese che viene ormai citato per altro.