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Elena Ferrante | Storia di chi fugge e di chi resta

Autore: Cecilia Lazzaroni
Testata: Finzioni
Data: 6 novembre 2013

Storia di chi fugge e di chi resta non puo' essere raccontato in maniera cauta e bilanciata. Merita parole che contengano l'entusiasmo e il sottile turbamento che lascia nel cuore mentre lo si legge e quando lo si finisce. Ve lo diró subito: a me è piaciuto tantissimo, l'ho letto d'un fiato, digrignando i denti e serrando i pugni nei capitoli amari, sospirando e raddrizzandomi sulla poltrona nei capitoli di felicità.

So che chi ha già letto i primi due romanzi (L’amica geniale e Storia del nuovo cognome) non ha bisogno di sentirsi raccomandare anche il terzo e che anzi, probabilmente lo stava aspettando con impazienza. Chi non li ha letti, invece, non si deve scoraggiare: ho sentito di lettori da tutto il mondo (davvero! L'amica geniale è stato recensito dal New Yorker, come potete leggere qui, e ha un grandissimo seguito in tantissimi paesi!) che hanno divorato i romanzi in pochissimi giorni, non riuscendo a staccarsene. Anche se sono ormai tre, decidere di leggerli uno dietro l’altro non è un’impresa, quanto, piuttosto, piacere concentrato.



Quello che accomuna i tre romanzi è l’abilità della scrittrice (?)* a descrivere i rapporti tra i personaggi e la loro vita interiore. Le sue storie sono “intensamente, violentemente personali”, dice a grosso modo il New Yorker. E davvero, l’intimità delle protagoniste è narrata con una tale sfrontata sincerità che sfido chiunque a non riconoscersi, almeno in qualche passaggio, nella diligente Elena, nella tempestosa Lila o, a tratti, in entrambe. A me è successo in maniera così chiara, che sono arrivata a pensare che Elena e Lila non siano altro che estremizzazioni di una stessa personalità, come se fossero stati separati l'es e il super io..ma sto divagando ed entrando in terreni a me poco familiari, mentre vorrei parlare del terzo, nuovissimo volume.

Come i primi due romanzi, e forse anche più di essi, raccontando le vicende delle due amiche, Storia di chi fugge e di chi resta ci racconta molto di più. Ci sono tematiche macro: la storia del nostro paese, il movimento studentesco, quello operaio, la questione meridionale e quella femminile; e tematiche micro: ad esempio il problema dell'appartenenza ad un territorio, dello sradicamento, del non sentirsi più parte del mondo di origine, ma neanche di quello di adozione.

Qualcuno potrebbe obiettare che, prima del tema delle radici, c’è quello della maternità e dei suoi sconvolgimenti, o quello della complessità dei sentimenti e delle relazioni tra le persone. Qualcuno potrebbe dire che più che del disorientamento di fuggire, si parla della difficoltà del restare. È tutto vero. Io vivo all'estero, dunque il tema delle radici mi ha subito toccata, ma so che lettori e lettrici diversi saranno toccati da temi diversi. Questa è una delle cose bellissime di Storia di chi fugge e di chi resta.

La ricchezza dei temi che affronta è anche una delle ragioni per cui recensire il romanzo è così difficile. Per fare emergere e risaltare tutto quello che contiene, per avere una recensione viva come lo è il libro, bisognerebbe che ne parlassimo insieme, come facevano Elena e Lila, addizionando punti di vista ed emozioni e tematiche. Anzi, mi piacerebbe proprio sapere come lo avete letto voi, cosa ci avete letto, perché lo stavate aspettando, in modo da arrivare ancora più preparata al prossimo episodio. Già, perché mi sembra proprio (yeee!) che ce ne sarà un altro!