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Chiusura in giallo con le trame di Veit Heinichen

Autore: Valentina Princic
Testata: Il Piccolo
Data: 13 novembre 2013

«Ho scritto una storia ispirata dalla realtà del nostro territorio. Un territorio che chiede di essere raccontato. Il bello del mio lavoro è che non si tratta solo di un romanzo noir». Così Veit Heinichen nell'appuntamento di chiusura dell'undicesima edizione de n libro delle 18.03, organizzata dall'omonima associazione in collaborazione con Apt, Il Piccolo, Ubik, Bee Lucinico Farra Capriva e Magazine. Chiusura in bellezza dunque, nella sala Apt della stazione ferroviaria di Gorizia, con la presenza dello tedesco, trapiantato da anni a Trieste che presentato il suo nuovo libro "Il suo peggior nemico". L'incontro, condotto con piglio sicuro da Martina Vocci, ha offerto all'autore la possibilità di sviscerare ulteriormente il contenuto del libro. Una storia che gira intorno al furto eli alcuni lingotti d'oro e sembra collegarsi all'omicidio di un imprenditore altoatesino, anche se- come ribadisce lo stesso Heinichen - poco ha a che fare con i soliti romanzi gialli. «Il movimento sta alla base di questa storia; si parla di Trieste, prototipo della città europea, quella eli confine. Si passa poi all'lstria, per spostarci a Grado, fino ad arrivare a Bolzano », ha spiegato l'autore.

Veit racconta che la scelta di dedicare spazio al territorio ha permesso di dare un'evoluzione al protagonista della sua storia, il popolare commissario Proteo Laurenti. La dimensione locale perde iJ suo carattere sconosciuto, per diventare il punto nevralgico di una preziosa diversità. Un successo letterario a Livello internazionale per uno scrittore che ha deciso di prendere a m usa ispiratrice la nostra terra. In effetti come dargli torto; un passato storico complesso, oltre novanta etnie immigrate nella sola Trieste e la buona tavola regionale, citata costantemente dallo scrittore. Sarà forse questo il segreto della sua fama nei territori d'Oltralpe? Va così in archivio un'altra bella rassegna de Il libro delle 18.03 che dà appuntamento ai suoi affezionati sostenitori per la prossima primavera. Nell'undicesima edizione presentati i libri, oltre che di Veit Heinichen, di Roberto Covaz "Amianto, i polmoni dei cantierini di Monfalcone", Mauro Daltin "Officina Bolivar", Paola Cosolo Marangon "La donna che rincorreva le nuvole" e di Alberto Custerlina "All'ombra dell'Impero".