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"Storia di chi fugge e di chi resta" di Elena Ferrante

Autore: Marina Vitale
Testata: Letteratu.it
Data: 18 novembre 2013

Sono una di quelle persone che piange facilmente, lo ammetto, ma lo faccio senza farmi vedere. È come se fossi un contenitore che spesso si riempie troppo e quindi il contenuto tracima e viene giù, dagli occhi. Non ho argomenti d’elezione, sono una piangente seriale, ma non tutte le lacrime hanno stesso sapore, consistenza o motivazione e alcune di esse hanno senza dubbio maggiore dignità di altre, come le ultime che ho pianto: signore lacrime, credetemi. Non negherò di essermi sentita completamente pazza, ma non ho potuto controllarmi, le pagine avanzavano impietose sotto la furia del dito voltatore, quel medio infame mi portava avanti nella storia e inevitabilmente verso il finale. È così che ho vissuto gli ultimi momenti di lettura di “Storia di chi fugge e di chi resta” di Elena Ferrante: un lago di lacrime. Non era tristezza, non era commozione, nemmeno era felicità: era il pianto di chi ama e dovrà pure far qualcosa per dimostrare quell’amore, e allora piange.

[L'articolo completo sul sito di Letteratu]