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La giostra del piacere – Eric-Emmanuel Schmitt

Testata: tranellidiseta
Data: 17 novembre 2013

Una lettura come tante. "La giostra del piacere " di Eric- Emmanuel Schmitt non mi dà particolare piacere. È un libro ben scritto, buona la struttura con le suddivisioni:

Parte prima : L'Annunciazione
Parte seconda : Magnificat
Parte terza : Responsorio
Parte quarta : Dies irae
Postludio: Lux perpetua

I personaggi sono ben delineati. Lo scrittore sa come dar loro vita. Interessante il filo conduttore che li lega e lega gli intrecci: quel bigliettino che tutti trovano con scritto : " Questo biglietto solo per dirti che ti amo. Firmato tu sai chi".
Le frecce lanciate da Cupido sono diventate variopinti biglietti chiusi in una piccola busta caduti a pioggia in un quartiere di Bruxelles e finiti in mano ai protagonisti del romanzo. L'amore accade.
La sessualità si esprime in svariati modi. Lesbiche omosessuali orge, sadomaso, copule in ogni luogo e modo.
Tutto visto e raccontato da una distanza che raggela. Non c'è sensualità - dopo tutto - nel libro.

Ecco: la sensazione che ne traggo, dopo averne lette trecento - delle settecento - pagine, è proprio questa: un romanzo che, pur trattando del tema più rovente passionale travolgente e sensuale: Eros, non passa calore, passione, coinvolgimento. Non travolge. Non turba, non sconvolge.
Liala farebbe lo stesso effetto.