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L'attrice di Teheran

Autore: Stefano Piermaria
Testata: Buongiorno Latina
Data: 4 dicembre 2013

In questo romanzo Nahal Tajodod racconta, attraverso la vita di una attrice famosa, un ritratto reale dell’Iran vissuto da due donne di diverse generazioni. Una cresciuta nell’Iran dello Scià, l’altra, più giovane, figlia del regime islamico. Queste due protagoniste hanno vissuto esperienze speculari, anche se distanti nel tempo, condividendo entrambe l’esilio e la fuga a distanza di anni.

Sheyda è il nome d’arte con cui la star del cinema Golshifteh Farahani, attrice di cinema e di teatro popolarissima, impersona se stessa nel romanzo. Lei assapora il successo anche oltre i confini del suo Paese, ma il controllo ossessivo dei Guardiani della Rivoluzione, abusato per mesi e mesi, limitandone la libertà, sottoponendola a angherie, come tutti gli artisti e gli intellettuali invisi agli ayatollah, la costringerà a non ritornare

E’ la stessa esperienza vissuta tanti anni prima dall’autrice, costretta all’esilio con l’avvento di Khomeini al tempo della monarchia filo-occidentale dei Pahlavi. Nel libro non mancano racconti terrificanti e brutalità di ogni genere che descrivono, senza sottointesi, l’odio del regime iraniano, perpetrato per anni, contro ogni forma d’arte, di musica e di danza. Evidente il doloroso conflitto che scaturisce al momento dell’esilio o della fuga, una scelta di rinuncia, per l’affermazione della propria identità, che penalizza e rischia di cancellare le radici di un essere umano senza scelta, se impegnato a combattere il fondamentalismo e il maschilismo.

La Tajadod è nata a Teheran nel 1960 da una famiglia di intellettuali, si trasferì in Francia nel 1977, prima dello scoppio della rivoluzione islamica e dell’avvento del regime dei mullah. Ha scritto diversi saggi su buddismo e manicheismo e ha pubblicato alcuni libri ispirati alla vita del poeta mistico Rumi. In Italia è conosciuta per il romanzo “Passaporto all’iraniana”, pubblicato da Einaudi nel 2008.