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Romanzo erotico, noir e giallo criminale

Autore: Silvia Bellucci
Testata: Poltroneverdi
Data: 11 novembre 2013

Si chiama “La casa degli scambi” il libro di Alberto Mussa edito da Edizioni E/O uscito lo scorso settembre. Il romanzo è stato premiato in patria con il  Machado de Assis nel 2011, promosso dall’Accademia Brasileira de Letras.
 “Non è la geografia, non l’architettura, non sono gli eroi e neppure le battaglie, né tanto meno la cronaca di costume o le immagini nate dalla fantasia dei poeti: ciò che definisce una città è la storia dei suoi crimini. Non mi riferisco, sia chiaro, ai delitti volgari. In qualsiasi luogo al mondo vi sono criminali scontati, prevedibili, banali. Parlo dei crimini fondanti, dei crimini necessari; di quelli che altrove sarebbero inconcepibili, che sarebbero potuti accadere solo nella città a cui appartengono.”
 Siamo a Rio de Janeiro, è il 1913, in un antico palazzo coloniale, di cui il polacco dottor Miroslav Zmuda ha fatto sede del suo ambulatorio medico,viene trovato ucciso il segretario alla presidenza della Repubblica.
Ma la struttura medica cura più di ogni male il mal d’amore. Ambulatorio all’apparenza, bordello di fatto, qui il politico viene ritrovato disteso su di un letto, ha polsi e caviglie legate e una benda sugli occhi; il decesso è apparentemente avvenuto per strangolamento. L’ultima a vederlo in vita è stata Fortunata, una prostituta in seguito scomparsa nel nulla.
Nella casa degli scambi ogni fantasia sessuale è ammessa, i frequentatori sono notabili personaggi locali (non esclusi gli organi di giustizia) e non solo di sesso maschile, incoraggiati a provare ogni tipo di trasgressione.
 “I l delitto di cui rimase vittima il segretario alla presidenza della Repubblica del governo Hermes da Fonseca si consumò nell’antico quartiere imperiale di São Cristóvão, nell’allora rua do Imperador (odierna avenida Pedro II), in cui sorgeva la leggendaria dimora nota come Casa degli scambi.
La Casa degli scambi, dapprima residenza della marchesa de Santos, poi di proprietà del barone de Mauá, passò infine al medico polacco Miroslav Zmuda, polemico sostenitore dell’aborto e della sterilizzazione femminile, che ne prese possesso nel 1906. Quella favolosa palazzina fu inoltre sede del Ministero della salute e del Museu do Quarto Centenario, e ospita oggi il Museo do Primeiro reinado. Il giorno in cui ha inizio la nostra storia, però – venerdì 13 giugno 1913 – sembrava adibita a prestigiosa clinica del polacco.
Sembrava adibita, ho detto. Ho esagerato: nell’ala sinistra del piano terra di quella casa funzionava effettivamente, solo di mattina, lo studio medico del dottor Zmuda, che comprendeva anche una sala parto, utilizzata molto di rado. Tuttavia, celato dietro a quella facciata, vi aveva sede anche un sontuoso bordello, i cui misteri erano racchiusi al piano superiore.
Il bordello del dottor Zmuda è stato, nel suo genere, l’istituzione più singolare nella storia della città. Perché non era solo un luogo in cui gli uomini acquistavano i servigi delle prostitute: anche le donne potevano assicurarsi i favori maschili. Era infatti consentito ogni accordo, ogni combinazione”
 La copertina del libro riporta “romanzo erotico a Rio de Janeiro”, sarebbe riduttivo vincolare il romanzo di Alberto Mussa nei margini del romanzo erotico. “La casa degli scambi” ha si un forte erotismo attorno al quale gira l’intera vicenda ma è anche un talentuoso noir della città, un giallo del crimine, il tutto inserito in un preciso quadro storico/leggendario.
Le origini della città di Rio, i suoi segreti, gli usi e costumi, le profezie è ciò che da unicità a questo lavoro, facendo di questo romanzo un vero capolavoro senza confronti.
Il filo principale del romanzo è portato avanti dall’indagine poliziesca ma l’affresco storico che l’autore ci offre è la vera sostanza della narrazione. In una fascinosa Rio de Janeiro Mussa ci porta in un Brasile dove segreti e usanze indigene si fondono dando vita a un’ambientazione magica.
 
Un’altra ottima pubblicazione per la casa editrice romana.