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Scrittori di trama e scrittori d'atmosfera: due opposte modalità narrative. "Storia di chi fugge e di chi resta", di Elena Ferrante (edizioni E/O, 2013)

Autore: Rosalia Messina
Testata: Letteratu
Data: 5 dicembre 2013

  Lo sappiamo tutti che non c’è un solo modo di costruire una storia. Preciso subito che di questo argomento, che mi affascina da sempre, voglio parlare da lettrice che ama sia le storie di Elena Ferrante sia quelle di Erri De Luca. Cito questi due autori perché mi sembrano rappresentativi di due opposte modalità narrative, che pure mi piacciono molto entrambe: le storie della Ferrante mi hanno sempre dato la sensazione di essere scritte per il cinema, di essere già, per così dire, film, ma senza ancora le immagini. Tanti personaggi, vicende ramificate e intrecci complessi; il ritmo è veloce, poi d’improvviso rallenta nelle scene cruciali che si riempiono di dettagli, di sguardi e smorfie e gesti minimi; la prosa è disadorna, nitida, essenziale, priva di effetti speciali. Eppure incolla il lettore alla pagina, lo trascina nel cuore degli eventi. Al contrario, nelle storie di Erri De Luca i fatti che accadono non sono importanti,  le trame hanno una struttura esile, sono messe a fuoco le emozioni dei protagonisti più che le azioni, sono perfettamente rese le atmosfere. Il linguaggio è poetico, inusuale, l’uso del vocabolario spiazzante, insoliti gli accostamenti di aggettivi e sostantivi, fantasioso l’uso dei verbi.

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