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Recensione: "Amabili resti" di A. Sebold

Testata: Le parole segreto
Data: 7 dicembre 2013

Il fatto che io abbia dato a questo romanzo ben 5 stelle su 5 rende già chiara la mia opinione. L'ho divorato e l'ho amato dalla prima all'ultima pagina. Non era come me lo aspettavo, mi ha piacevolmente sorpresa ed è uno di quei romanzi che consiglierei senza esitazione.
L'autrice è stata fin troppo brava nel raccontare la storia dal punto di vista della vittima (sicuramente per via della sua storia personale) e in questo modo il lettore è coinvolto nella vicenda al cento per cento. E' interessante osservare il "dopo" attraverso gli occhi e i pensieri della vittima di un gesto così terribile, ossia osservare come la vita va avanti; la vita della famiglia di Susie, degli amici, degli sconosciuti e perfino dell'assassino. Rende il romanzo molto particolare. }}}


{{{ Prima di parlare dei personaggi, voglio dire due parole su una cosa.
Amo come Susie descrive il "suo Cielo", ossia quella sorta di "Paradiso" in cui vive adesso e da dove osserva il mondo dall'alto. L'argomento è trattato in maniera così delicata da essere realistica, non una forzatura infantile. Lo stesso vale per il momento di "possessione" di Ruth. Descritto nella maniera più naturale possibile, non sembra affatto fuori luogo.

I personaggi sono tanti e tutti molto belli. Potrei dire tantissime cose su ognuno di loro, ma non voglio annoiare e nemmeno fare troppi spoiler, quindi mi limiterò a qualche breve considerazione su alcuni di loro.

Abigail Salmon (la madre di Susie): L'ho detestata quasi dall'inizio. Il suo atteggiamento e la sua reazione alla morte della figlia maggiore mi hanno addirittura fatta arrabbiare. Non tanto perchè ha tradito il marito, ma perchè ha abbandonato gli altri due figli. L'odio che questi ultimi hanno manifestato al suo ritorno è più che giustificato, secondo me. Ci sono tanti brutti modi di reagire a un trauma come questo, e lei ha scelto il peggiore, quello che non riesco proprio a mandare giù.

Jack Salmon (il padre di Susie): Al contrario di Abigail, l'ho adorato! Lui non si è arreso, mai. Nemmeno dieci anni dopo la morte della figlia. Fin dal primo momento ha cercato risposte, si è persino messo nei guai per seguire il suo istinto. Dopo la tragedia è stato un uomo debole, che aveva bisogno del conforto degli altri due figli per andare avanti, ma allo stesso tempo è stato una roccia per loro, non li ha mai trascurati e non gli ha mai mentito.

Mi è piaciuto molto anche il personaggio di Lindsey, la sorella di Susie, forte come il padre (anzi, di più) e una menzione meritano Samuel (per l'istintiva simpatia che suscita, confermata in tutto il romanzo. Senza di lui Lindsey non avrebbe mai superato così bene tutto quello che le è successo) e Hal, il fratello. Mi piace come sono entrati nella famiglia Salmon, riempiendo il vuoto lasciato da Susie e dalla madre. }}}


Leggetelo, leggetelo, leggetelo.

P.s.: Un'ultima considerazione. Mi è parso di capire che nel film di Peter Jackson tratto da questo romanzo siano stati modificati alcuni dettagli che però a me sono piaciuti molto, per questo ho deciso che non lo guarderò. Mi "accontenterò" del libro, per non rovinarmi la storia :)