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Combinazioni dell'amore

Autore: Diego Zandel
Testata: Club Dante
Data: 12 dicembre 2013

Nell’epoca delle cinquanta sfumature di varie salse, imbattersi in libri che per argomento, trame e situazioni, seppur di molto più levigata scrittura, possono essere catalogati nello stesso genere porno soft, ma essere firmati da raffinati letterati, può rappresentare una sorpresa. E ci aggiungerei anche l’aggettivo piacevole. Mi riferisco in particolare, senza voler indulgere nel gioco di parole, al romanzo “La giostra del piacere”, scritto dallo scrittore e drammaturgo francese Eric-Emmanuel Schmitt, edito in Italia, come altri 17 titoli, da e/o.

Diciamo subito che è un romanzone di 654 pagine, tradotte da Alberto Bracci Testasecca, che raccoglie una decina di storie all’insegna del sesso più vario che s’intersecano tra loro  e che hanno per protagonisti gli abitanti di una serie di palazzi  posti intorno a una piazza di Bruxelles, Place d’Arezzo. Un luogo caratterizzato da un parco centrale sui cui alberi vive una colonia di coloratissimi e vivacissimi (anche sessualmente) pappagalli di varie specie  che anni prima un console brasiliano aveva liberato dalle gabbie in cui erano rinchiusi. Superfluo aggiungere che tali uccelli vogliono essere la rappresentazione metaforica di quanto, parallelamente, avviene oltre i portoni e le finestre delle case poste di fronte al loro frondoso habitat tra gli esseri umani.

Ma lo spettacolo più divertente lo danno questi ultimi. E Schmitt, solitamente pronto nei suoi romanzi e drammi teatrali a indagare su quanto siano complessi e per nulla scontati i rapporti nella vita privata, non fa eccezione qui, sebbene su un piano che è quello dei rapporti sessuali. E qui abbiamo una combinazione di situazioni che vanno dall’amore coniugale più aperto, in cui marito e moglie si ritrovano  sul piano sentimentale proprio grazie alla estrema libertà nella disponibilità dei loro corpi, tra incontri sadomaso o al buio con sconosciuti, all’amore coniugale più chiuso, in cui lui, banchiere importante, sposato e padre di quattro figli, conduce una vita clandestina di brevi e intensi incontri omosessuali nel Bois de La Cambre, non per questo disdegnando amanti donne che ben presto saranno oggetto del desiderio del figlio maggiore (mentre la moglie si consola tra le braccia di una fioraia, a sua volta sposata). E poi, uno scrittore che scopre la sua donna innamorata di un’altra donna che darà vita a un felice quanto contrastato trio coniugale; la portiera di un palazzo che se la passa con un afgano molto più giovane di lei; l’addetta stampa di una casa editrice che odia il suo amante perché, facendola troppo godere, la fa sentire schiava. E ancora: il potente commissario dell’Unione europea, Zachary Bidermann, il cui destino ricorda da vicinissimo quello di Dominique Strauss-Kahn; due gay che provano ad avviare una non facile vita in comune; un giovane timido e insicuro, privo di autostima, il quale plagiato dalla madre che inutilmente cerca di trovargli una fidanzata, si rifugia nella più sicura dimensione della realtà virtuale; un giardiniere concupito per il suo fisico da molte donne che si rivela invece perdutamente innamorato di una insospettabile obesa, mentre la figlia adolescente di quest’ultima tenta i primi approcci  sessuali con il figlio del banchiere che le predilige l’amante del padre. Il tutto dando vita a una circolarità di relazioni che, metaforicamente, si riflette nelrincorrersi  tra i rami dei pappagalli del parco, nel loro incapricciarsi e accapigliarsi per qualche pappagallina o quest’ultima offrirsi al più dotato o ingelosirsi, richiamandosi con i versi più vari, a seconda della specie a cui appartengono, non ultimo quello in grado di imitare, significativamente, la voce umana.