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Collages

Autore: Marina Bisogno
Testata: Satisfiction
Data: 7 gennaio 2014

Una scrittura avvolgente e un approccio visionario, fuori dagli schemi. È questa Anaΐs Nin, tra le più celebri scrittrici del Novecento, anche per la liaison con Henry Miller, nel suo “Collages”, pubblicato per la prima volta nel 1964 e riproposto oggi da E/O nella nuova collana “Gli intramontabili”. La trama non ha una struttura regolare. Ciascun capitolo è un viaggio, legato al precedente e al successivo da voli della mente. Ad introdurre i protagonisti Renate e Bruce, pittrice lei, scrittore lui, è una voce narrante la cui identità si scopre soltanto sul finale. Renate è una viennese sognante, si sofferma su particolari indifferenti alla maggior parte della gente ed è molto creativa. A Vienna, la città delle statue, conosce Bruce, un ragazzo evasivo che le si affeziona, ma senza innamorarsene. In entrambi s’accende il desiderio di intraprendere un viaggio, e partono: Messico, California, Francia, Olanda, quindi New York.  Lungo la strada si imbattono in altri creativi o in persone senza particolari slanci ma ben predisposte ad accoglierli. Tutti sembrano essere la proiezione di un particolare: un profumo, un colore, una sfumatura, ed è il narratore a rievocarli, quasi frugasse in qualche andito della memoria. Ma non è solo viaggi questo romanzo. È un punto di domanda verso l’esistente, e finanche amore e passione. Certi tratteggi insegnano che si può scrivere di sesso senza scadere nella volgarità, e incoronano la Nin maestra della letteratura erotica, sebbene l’erotismo sia assai marginale in questo lavoro. O almeno nella considerazione comune del termine. Esso è declinato nel senso di pulsione verso la vita, in ogni sua forma. Non sorge mai il dubbio che l’autrice abbia voluto soffermarsi sui sognatori o sugli outsider a discapito delle persone comuni. Per lei l’esistenza è un binario da percorrere in corsa, con un sorriso e le braccia spalancate verso quello che verrà. L’esistenzialismo di questa signora giramondo è un punto di vista, ed è di questo che, in fondo, ha sempre scritto.