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Storie marsigliesi

Autore: Piero Ferrante
Testata: Stato Quotidiano
Data: 25 gennaio 2014

1939, anno XVIII dell’era fascista. Dal porto di Napoli prende il mare, destinazione Francia, la Maria Maddalena. Più che una nave, una babele di lingue e di vissuti. Storie italiane in fuga da un sogno d’onnipotenza altrui. Sul pontile, nelle stive, a poppa e a prua, corpi che hanno cuciti addosso cappotti di paura. Non sono passati che pochi mesi dalla soppressione della Camera dei Deputati, le smanie imperiali di un regime affannato hanno varcato l’Adriatico per approdare in Albania, e ancora nell’aria strascica il rumore delle firme di Ciano e Von Ribbentrop su un foglio intitolato Patto d’acciaio. Mettersi in salvo, l’imperativo della dignità. Esportare se stessi per importare in se stessi la certezza di una vita tranquilla, lontana dalle tessere, dalle razioni, dalle purghe. Mischiata tra la folla, una compagnia teatrale caciarona e colorata, capitanata dalla trasformista Silvana Landi. Ad attendere i teatranti, in una Marsiglia occupata dai tedeschi, sono l’Alcazar, mitico teatro approdo dei grandi della prosa, ma anche una città permeata di lotte di potere e spartizioni tra i clan malavitosi, dove tutto ha un costo e finanche la vita può essere barattata per un grammo di onore in più. Dove un secondo è sufficiente per scomparire. Una città mascherata in cui non ogni cosa è quel che appare agli occhi, dove i ruoli si scambiano, le parti si invertono, i panni si vestono e si svestono a seconda degli equilibri. E allora non sorprende che a rubare il cuore irrigidito di Silvana sia Alfred, caid legato ai Ventura, famiglia italo-francese che gestisce ogni sorta di traffico, dal parmigiano alle prostitute. Lui, così apparentemente impeccabile nel suo charme, ed invece latore di inconfessabili segreti.

Storie di milieu, di caids, di traffici internazionali, dunque. Storie di teatri, di gerarchi in camicia nera invaghiti di travestiti, ancora. E poi storie di trincee, di fughe, di amori, di sparizioni. Storie di guerra e di potere. Storie di esistenza e di resistenza. Storie di soubrette ed emigranti. Storie marsigliesi, napoletane, torinesi, romane. Storie di confine, scavallamenti tra il dolore e il sentimento, l’ideale e il compromesso, l’andare e il restare. Ecco, tutto questo è ‘Alcazar. Ultimo spettacolo’, opera quarta di Stefania Nardini e opera decima della collana SabotAge di E/O.

Storie, collettive. Ma anche storie vere, intime, personali. Storie tattili e tangibili. Storie che come una mano si insinuano, fanno breccia, colgono impreparati per la loro potenza. Storie come spade incastonate nelle rocce pronte ad ad esserne cavate fuori per rivelare quel che contengono. Storie, quella di Silvana Landi, più vera che mai, che è la storia di una trasformista reale. Silvana, il suo nome. D’Agostino il suo cognome. Lei, artista di razza negli anni in cui la razza costituiva delirio e madre dell’autrice.

Storie, come quelle che pullulano da sempre Marsiglia. Nessuno scrittore italiano è stato capace di renderla tanto viva, pulsante, vera, spalancata di fronte agli occhi, come la Nardini. E nessun altro, dopo Izzo, ha saputo coniugare insieme ambientazione e attualità, legando indissolubilmente Marsiglia alla sua carta d’identità, a quella duplice, dicotomica essenza di un documento su cui restano tutti gli sfregi delle contraddizioni: città di scambi e di affari, strade di incontri e di trafficanti, piazze di contaminazioni e di uccisioni. Un cuore diviso a metà, Marsiglia, posto nella parte più periferica del grande corpo francese. Brava la Nardini a coglierne le sfaccettature dell’anima, a tracciarne gli odori e gli umori che ne attraversano i quai, immoti nei secoli come rughe scavate nella Storia.

Se siete noirofili, curate il reparto della zona Izzo/Scerbanenco della vostra personale biblioteca come un adolescente degli anni Novanta la raccolta dei vinili dei Nirvana o dei Pearl Jam, orbene, appuntate sul vostro bloc notes o moleskine che sia, questo titolo ed il nome dell’autrice, dopo di che ritagliatevi un momento per passare a trovare il vosto libraio di fiducia. E buona lettura.
Stefania Nardini, ‘Alcazar. Ultimo spettacolo’, E/O 2013
Giudizio: 3.5 / 5