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Bonito: «Sogni di marzapane»

Autore: Lauretta Colonnelli
Testata: Corriere della Sera
Data: 23 gennaio 2014

Quando aveva quattordici anni si sentì dire dai medici che con la sua aspettativa di vita non sarebbe arrivata alla maggiore età. Danila Bonito ha gli occhi chiari e i capelli biondissimi della giornalista televisiva che per tanti anni tutti abbiamo visto sul piccolo schermo. Da allora, a dispetto delle infauste previsioni, di anni ne sono passati più di quaranta E oggi Danila racconta la sua storia in un libro, intitolato «Sogni di marzapane» (ed. e/o), che presenterà alle 17,30 con Walter Veltroni, Barbara Scararnucci, Maria Giovanna Musso, Elvio Porta nella sala Pietro da Cortona di Palazzo Barberini (via delle Quattro Fontane, 13). Storia che comincia nel baretto accanto al liceo Torquato Tasso, dove prima dello squillo della campanella entrava a trangugiare dolci per riempire una voragine apertasi all'improvviso dalle parti dello stomaco e che reclamava zucchero in qualunque forma. Poi il coma, l'ospedale, le analisi, i conciliaboli dei medici che sussurravano di tumore al rene, forse tenia, infezione, virus. Infine la diagnosi: diabete di tipo 1. Danila la chiama da allora «la malattia». Racconta come ha dovuto condividere la sua vita con lei. Vita lunga e normale, intensa e ricca nonostante tutto. Racconta come ha tenuto nascosta «la malattia» durante il suo lavoro alla Rai, che per una trentina di anni l'ha portata a viaggiare in tutto il mondo. Ha deciso di raccontare perché «alla fine ho fatto pace con quello che · all'inizio mi era sembrato un destino crudele». Ricorda i medici che «non hanno ·lesinato di prospettare gli esiti peggiori con lo stesso tono di voce con cui si annunciano gli orari dei treni>> e quelli che invece l'hanno rassicurata ridandole speranza. Gli amici che l'hanno sostenuta e gli amori che le hanno regalato emozioni e calore. Un business che ruota attorno al diabete, «troppo redditizio per farlo scomparire dalla faccia della terra», e il lavoro di scienziati impegnati in una corsa contro il tempo per scoprire il modo di guarirlo. Soprattutto racconta come ha imparato a colorare quello che all'inizio sembrava un buio infinito.