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Cristiani di Allah

Autore: Michele Barbolini
Testata: PULP
Data: 15 maggio 2008

Con i suoi romanzi e interventi critici Carlotto ha contribuito più di ogni altro a definire il genere del noir mediterraneo. Con Cristiani di Allah lo scrittore di adozione sarda va alla ricerca delle radici storiche del suo narrare. Per farlo ci porta indietro di oltre cinque secoli, nel 1541 per l'esattezza, nella splendida città corsa di Algeri, centro nevralgico dei traffici tra Islam e Cristianesimo. La scelta dei protagonisti cade ancor più significativamente su due rinnegati, mercenari cristiani che hanno abiurato la fede per abbracciare l'Islam, non in seguito a una crisi spirituale ma in cerca di fortuna e libertà. Una fuga dal Cristianesimo che in quegli anni coinvolse migliaia di uomini e donne, per interessi economici, ma anche per scelte personali radicali, come l'amore omosessuale dei due protagonisti. Perseguitati in terra cristiana, ufficialmente condannati dall'Islam, Redouane e Othmane (il primo albanese, l'altro tedesco) trovano ad Algeri un ambiente di sostanziale tolleranza. Dalla città partono le navi corsare con regolare patente, in cerca di bastimenti cristiani da depredare, per poi rivendere il bottino ad altri cristiani. Il Mediterraneo che ci racconta Carlotto è uno straordinario connubio di razze e religioni, dove si comunica in lingua franca, un miscuglio di idiomi di cui Carlotto ha inseguito i pochi frammenti superstiti (da queste ricerche nasce una delle canzoni contenute nel cd allegato al libro, a cura di Maurizio Camardi e Mauro Palmas). Attraverso la figura-ponte del rinnegato, l'autore padovano mette a fuoco una realtà spesso oscurata da grandi avvenimenti come la battaglia di Lepanto, erroneamente assunti come simboli di una "guerra di civiltà" che celava alle sue spalle un fermento culturale ed economico senza pari. Su questo sfondo Carlotto innesta il plot di un vero e proprio noir che a questo punto si fa storico; un intreccio di amori e inganni, omicidi e trame di potere. Facendosi quasi da parte, Carlotto estrae dai reperti della Storia una narrazione che a dispetto dell'ambientazione, invita a riflettere sul presunto "scontro di civiltà" odierno più di molti superficiali pamphlet usciti a ripetizione dall'undici settembre ad oggi.