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SOGNI DI MARZAPANE – PILLOLE DI EPISODI AGRODOLCI DELLA GIORNALISTA RAI DANILA BONITO

Autore: Salvatore Gaeta
Testata: Roarmagazine.it
Data: 25 febbraio 2014

Smessi i panni della giornalista Rai e libera di potersi mostrare quale donna forte e agguerrita contro la patologia diabetica, Danila Bonito nel suo Sogni di marzapane (Edizioni E/O, pp. 190, 16,50€), diario in piccole e variopinte pillole, racconta la propria vita in un distillato di episodi agrodolci.

SOGNI DI MARZAPANE – VADEMECUM PER DIABETICI? NO, MOLTO DI PIÙ

Potrebbe sembrare un piccolo vademecum per diabetici eppure, tra la trascrizione di una giornata e l'altra, Sogni di marzapane entra in circolo e accompagna nel dramma di una diagnosi, effettuata a seguito di un coma diabetico all'età di 14 anni, al vissuto di una donna che, arginato simbolicamente il proprio disturbo metabolico, afferra tutte le occasioni che le si parano davanti, per divenire la Danila Bonito tanto nota al pubblico Rai.

Il racconto autobiografico si dispiega su una linea temporale circolare, con salti lungo gli anni in cui le iniezioni d'insulina, che raggiungono cifre da capogiro, hanno rappresentato solo una sbavatura su un percorso in cui l'impegno ha contribuito al coronamento di un sogno.

Esperienze di vita quotidiana e riflessioni, riacciuffate da vecchi diari in cui Daniela amava incastonare le proprie emozioni, si mescolano a paragrafi di pensieri sospesi, compressi in vertigini da picchi di ipo e iperglicemici, e contrapposti alle isole felici, non quelle del Langerhans, fatte di incontri con persone che si rivelano inseparabili compagni di viaggio.

«Giornalismo in TV
Fasullo farabullo sfuggente,
supponente arrogante insufficiente,
eclatante vistoso assordante,
presuntuoso incompetente
affascinante ...
per chi non lo fa.»

SOGNI DI MARZAPANE – ANCHE SENZA IL “POCO DI ZUCCHERO” LA PILLOLA PUÒ ANDAR GIÙ

La fascinazione che la scrittura esercita sulla giornalista è chiara anche dallo stile scelto per la composizione del libro: poesie, piccole come frammenti di vetro che si fanno spazio tra la carne, aprono o chiudono i vari capitoli e si offrono al lettore come piccoli pasticcini per la mente. Il gioco di contrapposizione tra prosa e poesia, in un visivo rapporto alloglotto, è ben impastato a fronte di alcuni passaggi che subiscono le chiare eco del taglio giornalistico Bonito.

I viaggi da inviata, l'attività giornalistica sul suolo italiano e l'amaro 11 settembre 2001 attraversano i ricordi della scrittrice; immagini tanto nitide che innescano nel lettore una facile immedesimazione. Sogni di marzapane è come un inno alla vita che invita a superare principalmente l'ostacolo più difficile: se stessi.

Perché in alcuni casi il proverbiale "poco di zucchero" della Poppins si rivela l'elemento meno indicato per buttare giù una pillola.

«Il crollo delle Torri gemelle, nella mia piccolissima storia, segna anche l'inizio di un mio personalissimo crollo. Scompare il lavoro. Io scompaio. Se mi è consentita una paradossale e forse irriverente analogia, il mio lavoro si sgretola come il cemento di un grattacielo costruito pazientemente nel corso di anni d'impegno e rigore.»