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Strada Leggendo – Una brutta storia di Piergiorgio Pulixi (2)

Autore: Federica Belleri
Testata: Blog del Commissario Cardona
Data: 5 marzo 2014

Seconda e ultima parte di questa recensione dedicata a Una brutta storia di Piergiorgio Pulixi.

Un libro sconvolgente, ma decisamente ben scritto e strutturato.

Un lupo, il boss ceceno Ivankov e una pantera, l’ispettore Biagio Mazzeo della  Narcotici. L’uno contro l’altro, in un luogo qualsiasi. Una sfida continua, scandagliando nelle rispettive vite per trovare il marcio, per  scovare i punti di debolezza.

Droga, potere, rispetto, violenza, angoscia, terrore. Le pagine di questo libro fanno riflettere non solo sui comportamenti dei poliziotti corrotti (di questo si parla), ma anche sulle cose che per loro sono davvero prioritarie.

Mazzeo e la sua banda lottano contro il “nemico”, ma non è detto che sia solo un corpo a terra da eliminare. Potrebbe appartenere al passato, potrebbe essere un amico o un amore impossibile. Biagio e la sua squadra hanno troppo spesso il bisogno di farsi una striscia o di abbondare con l’alcol. Non possono mostrarsi deboli agli occhi degli altri, devono mantenersi freddi e calmi e continuare a convincersi di essere indistruttibili.

Sarà davvero così?

La spregiudicatezza non sempre si rivelerà come la soluzione migliore. La violenza, infatti, può intrappolare in un labirinto dal quale sarà difficile uscire. I metodi di Biagio sono discutibili e singolari. Tutto il suo mondo sembra costruito su basi solide.

Come si comporterà al primo segno di cedimento? Sarà interessante seguire il suo percorso, fidatevi. Esiste qualcosa di più terrificante della paura e del dolore profondo? Qual’è il prezzo da pagare? Scendere all’inferno forse? Come si può reggere quando si scopre di essere stati traditi? Vale ancora la pena proteggere se stessi e l’intera squadra?

Leggetelo e  lo saprete.

Fino all’ultima riga si cerca di non mollare e si svuotano i  caricatori;  il ritmo si fa incalzante. La coscienza urla per essere  ascoltata. Ci si  fa spazio con ogni mezzo per sopravvivere. Tanto, ormai, il  confine tra  il bene e il male è stato superato da un pezzo.

Non importa in  che modo  si vestono i personaggi di questa storia, se indossano un pregiato abito  di sartoria o un semplice giubbotto di pelle; sono marci dentro, sono sporchi e probabilmente non cambieranno mai. Si sentiranno furbi, ma sarà meglio per loro proteggersi sempre le spalle. Fino ad utilizzare gli affetti più cari come oggetto di ricatto, fino ad arrivare alla completa solitudine o, addirittura, alla follia. Fino a convincersi di avere solo questa strada da seguire, come ultima possibilità. Sarà una corsa verso la libertà. Oppure uccideranno ancora in nome della vendetta, in nome del terrore, in nome di un amore non corrisposto o troppo grande e profondo per essere vissuto. O,ancora, si dirà addio per sempre a chi si ama, per non indebolirsi e perdere lucidità. Si ricatterà per coprirsi il culo e si pagherà a peso d’oro il silenzio. Orribili segreti verranno a galla, fino alla fine, fino agli ultimi istanti. Senza tregua.

 Mi fermo qui. Credo di avervi trasmesso cosa ho  provato leggendo queste  pagine. E’ un libro davvero intenso, dove gli occhi  scorrono veloci per  andare oltre. Ha un titolo semplice ma racconta di gesti  e parole  terribili. Chi corrompe vive in un incubo, è inevitabile.
In questo mese, marzo 2014, esce il nuovo lavoro di Pulixi, “La notte delle pantere”, che vede come protagonista sempre l’ispettore Mazzeo.
Aspetto con ansia. Intanto buona lettura a voi.