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Carlotto, se la crisi ti fa ladro resta l'amore per salvarsi

Autore: Alessandro Mezzena Lona
Testata: Il Piccolo
Data: 20 marzo 2014

Questa crisi economica ha un cuore noir. Un retrogusto amaro, ma al tempo stesso adrenalinico, tutto da raccontare. Perché se prendi un uomo e lo sbatti in strada, senza più lavoro, senza la speranza di trovarne un altro, e con il problema di mettere assieme ogni giorno quattro soldi per mangiare, prendono forma le idee più strane. Come immagina Massimo Carlotto nel suo nuovo romanzo breve. Padovano, classe 1956, considerato uno dei maestri del noir all'italiana, Carlotto ha raccontato l'anima nera del Nordest. Ha strappato la maschera a un'Italia che nasconde i suoi affari sporchi dietro il perbenismo. E dopo libri splendidi come "Arrivederci amore, ciao", "Il maestro di nodi", "La terra della mia anima", ritorna con un romanzo breve che si intitola "Il mondo non mi deve nulla" (Edizioni e/o, pagg. 108, euro 9,50). Una finestra aperta si spalanca, nella notte, davanti al desiderio disperato di rubare che tormenta Adelmo da qualche tempo. Lui un lavoro ce l'aveva, a Rimini, ma all'improvviso si è trovato a ripartire da zero. E allora, d'accordo con la Carlina, la sua donna, si è improvvisato ladro. Non uno da rapine in banca, no. Un rapinatore tranquillo, che si infila nelle case degli altri e arraffa quello che può. Ma dietro quella finestra, spalancata sul buio, c'è una storia. O, meglio, una donna che aspetta vestita di tutto punto e seduta sul divano di casa. Tedesca di origine, ha girato il mondo facendo la croupier. Tanti soldi, qualche amore sbagliato. Non una brutta vita. Fino a quando le hanno proposto di investire i suoi risparmi nei "derivati".Una diavoleria bancaria che funziona solo se ci capisci un po' di finanza. E non trovi il furbone pronto a fregarti. Lise non si sente in credito con la vita. «Il mondo non mi deve nulla», ripete. Eppure non ha più voglia di vivere. Così propone un affare che Adelmo, secondo lei, non potrà rifiutare. Senza fare troppi giri di parole, gli dice che metterà una cifra consistente, 125mila euro, dentro un cassetto. Lui dovrà entrare dalla finestra, strangolarla con la sciarpa che indossa e poi andarsene. Non ci saranno complicazioni con la polizia. Nessuno reclamerà giustizia. E lui, il ladro improbabile, potrà sistemarsi, almeno per un bel po'. Ma in questa storia, che Carlotto costruisce come un perfetto meccanismo a orologeria, c'è un elemento che sfugge a ogni logica. L'amore. Perché Adelmo si lascia conquistare, notte dopo notte, dal fascino misterioso di Lise.Da quel suo saper dire le cose senza fronzoli, senza bugie. Dal non aspettarsi nulla dagli altri, e nemmeno dalla vita. E allora? All'improvviso Adelmo riconquista tutta la sua umanità. Non è più una mina vagante che la perdita del lavoro ha portato sull'orlo del baratro. Non è più il succube della Carlina, pronto a eseguire a bacchetta tutti i suoi ordini. No, comincia a sognare un'altra possibilità. Un futuro che vada al di là della monotonia dei giorni tutti uguali. Da scrittore che padroneggia bene i meccanismi della suspense, Carlotto costruisce la sua storia con il classico colpo di scena finale. E fa di Rimini, ancora vuota di turisti, spettrale nei suoi silenzi notturni, un palcoscenico dove si recita la commedia umana. Con i suoi lati bui, ma anche con qualche raggio di luce.