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“E si incontrarono cristiani musulmani”

Autore: Simona Mammano
Testata: Polizia e Democrazia
Data: 15 giugno 2008

Come ti è venuta l’idea di scrivere un romanzo ambientato nel 1541 e quanto ti sei dovuto documentare?
Ho voluto risalire alle origini del Noir Mediterraneo che narra i conflitti del “mare chiuso”. La guerra di corsa fu il primo esempio di criminalità organizzata su vasta scala. E comunque mi dava la possibilità di raccontare storie negate dalla cultura occidentale come quella dei rinnegati e delle stesse città corsare che non erano covi ma veri e propri regni con relazioni diplomatiche con parti significative del mondo cristiano

Il corsaro protagonista del romanzo, nonostante il sangue che ha sparso per tutto il Mediterraneo lo si segue con occhio benevolo e ci si affeziona. Era questo il tuo intento?
No. Il peccato originale di Redouane è stato quello di arruolarsi nei Lanzichenecchi e da quel momento la sua è stata una discesa agli inferi come è nella migliore tradizione del noir. Però è anche un uomo capace di riconoscere di aver “toccato” l’orrore e forse questo rende il lettore più morbido nei suoi confronti. Il mio intento era di dare l’idea della violenza e del sangue all’interno ai rapporti sociali dell’epoca e il personaggio di Redouane (scoperto in un verbale del Sant’Uffizio) mi sembrava perfetto.

Riporti una frase di un grande studioso dell’Islam: “L’Islam non divenne mai moderno, perché fu già in antico troppo moderno”. La tua storia si sintetizza bene con questa affermazione. Non riesco a non pensare che possa essere una strada che sta prendendo la nostra società. Cosa pensi in proposito?
Non so. Dopo aver visitato l’Algeria odierna mi sembra che le differenze tra occidente e Islam in tema di modernizzazione nel suo significato più ampio siano così profonde da lasciare ancora al primo la capacità di trasformarsi e crescere.

Hai voluto unire al libro anche il cd della colonna sonora per chiudere un cerchio che attraverso parole e musica riesca a farci entrare nella storia, attanagliandoci ad essa?
Durante il viaggio ad Algeri la scoperta di sonorità antiche frutto dell’incontro tra cristiani e musulmani che insieme componevano e costruivano strumenti contaminandosi a vicenda mi è sembrata così potente da farmi desiderare di allegare al romanzo la colonna sonora. Per fortuna al mio editore l’idea è piaciuta e, a quanto pare, anche ai lettori.

Quanto cambia il testo dello spettacolo teatrale rispetto al libro?
L’io narrante del romanzo è il corsaro Redouane, mentre nello spettacolo si racconta la storia dal punto di vista della cantante veneziana e schiava Lucia de Jani e il periodo storico si allunga di trent’anni, fino alla battaglia di Lepanto. La particolarità è che il testo cambia spesso, la storia è così ricca di aneddoti, fatti e personaggi da permettere di sviluppare temi diversi pur mantenendo l’impianto di base.