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Vi siete mai innamorati del vostro opposto?

Autore: Elisabetta Ambrosi
Testata: Vanity Fair
Data: 7 aprile 2014

Ho letto con curiosità l’ultimo libro di Massimo Carlotto, Il mondo non mi deve nulla (edizioni e/o). Racconta di uno strano incontro, complice una finestra aperta nella notte, tra due individui opposti. Un ladruncolo per necessità, maldestro e insicuro, costretto da una moglie avida che lo perseguita al cellulare persino durante le rapine, a rubare sempre di più. E un’elegante signora tedesca, sessantenne, curata e intelligente, di quell’intelligenza che fa capire che il mondo ha poco senso e che talvolta la morte può apparire come l’unica delle soluzioni.

Il libro è breve e la trama qui non conta. Ma ad un certo punto i due personaggi, che non potrebbero essere più lontani, cominciano ad attrarsi, uniti forse dalla stessa disperazione e da un’identica ricerca di salvezza, e finiscono anche per fare l’amore, in una scena in qualche modo emozionante.
Un libro che mi ha fatto pensare a tutte le volte in cui ho provato improvvisa simpatia e attrazione verso chi apparteneva a un mondo (più spesso sociale che emotivo) diverso dal mio. E che mi ha spinto qualche volta a immaginare per gioco possibilità cui mai avrei pensato. Non posso dire di avere amiche cui sono capitate love story folli con ladruncoli o persone comunque che facevano mestieri diversissimi. Qualcosa è cambiato però attraverso le chat, che consentono proprio a mondi diversi di entrare stranamente in contatto. Proprio l’altro giorno una persona cara a me vicina che fa le pulizie mi ha raccontato di essere uscita con un cantante lirico, conosciuto via chat. E che ha passato un pomeriggio esilarante. Da Carlotto alle chat: la letteratura che suggerisce immagini, i siti web di incontri – dove accade di tutto, con dinamiche spesso anche un po’ malate – ma che oggi più che la politica producono redistribuzione. Se non materiale, almeno di piacere e di amore.