Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

La notte delle pantere - niente è come sembra nel nuovo romanzo di Pulixi

Autore: Silvia Bellucci
Testata: PoltroneVerdi
Data: 20 aprile 2014

È tornato, lo ritroviamo proprio nel punto in cui l’abbiamo lasciato chiudendo quella che a tutti gli effetti era Una brutta storia. Biagio Mazzeo, ispettore superiore sezione Narcotici della Polizia di Stato, capo del branco di poliziotti corrotti, è tornato.
A fine marzo è uscito per i tipi di E/O Edizioni La notte delle pantere di Piergiorgio Pulixi, questo il secondo capitolo della saga noir dei poliziotti corrotti comandati da Biagio Mazzeo.
Già con Una brutta storia avevamo imparato a conoscere il branco, la banda di sbirri senza scrupoli che dopo una feroce guerra al narcotraffico aveva preso il controllo della città, “la Giungla” come la chiamano i personaggi di Pulixi. Ma quando sul loro percorso era spunto il cadavere di un criminale ceceno la situazione si era complica dando vita a una guerra spietata e senza scrupoli.
Ne La notte delle pantere la situazione è ancora più complessa; se nel precedente libro la guerra era contro un boss ceceno che giocava fuori casa, ora il nemico è in seno: la ‘ndrangheta. La famiglia di poliziotti corrotti ha messo le mani sul bottino sbagliato, una partita di droga che i proprietari, mafiosi pronti a tutto, vogliono riprendersi a ogni costo. Per salvare i suoi uomini da accuse di crimini e corruzione il capo degli sbirri finisce in carcere, dietro quelle sbarre ogni suo potere è annullato, ha una sola possibilità: scendere a patti con la legge che si personifica nella bella figura di Irene Piscitelli, dirigente di pubblica sicurezza dello SCO (Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato), la donna vuole usare la brutalità di Mazzeo per fermare una guerra già in atto.
Mentre il primo libro si apre con più storie che apparentemente risultano scisse l’una dall’altra per poi andare a confluire in un unico e sorprendente intreccio, con una struttura cinematografica che ricorda Le iene di Quentin Tarantino, nel secondo Piergiorgio Pulixi ci incatena  al libro scena dopo scena in un concitato susseguirsi di immagini. Una storia carismatica e con un tratto ancora una volta cinematografico che ha un inizio in medias res, i cadaveri sono stesi a terra, la droga è stata rubata, Mazzeo è in carcere: la guerra è iniziata e va fermata al più presto.
Dagli altri poliziotti venivano indicati come le “pantere della narcotici”, perché  non si mescolavano agli altri sbirri. Pur portando lo stesso distintivo erano di una pasta diversa. Mazzeo li aveva forgiati a sua immagine e somiglianza. Aveva insegnato loro le leggi della strada, il linguaggio della violenza. Li aveva resi ricchi e rispettati. Aveva dato loro un sogno, quello di prendersi la città, la Giungla. E c’erano riusciti. Ma ora la giungla era in fiamme, e il branco era senza una guida. Da cacciatori le pantere erano divenute prede.
L’intera narrazione si svolge in pochi giorni, un tempo stretto e obbligato in cui Mazzeo deve muoversi, una notte, l’ultima, non rischiarata dalla luna ma sorprendente e concitata.
Pulixi ambienta le vicende in una città del nord non ben identificata, come per l’87º Distretto di  McBain, “la Giungla” che fa da sfondo è lasciata alla libera immaginazione del lettore. Una scelta che si spiega con lo zoom altresì puntato dallo scrittore sulla psicologia dei personaggi che padroneggiano la scena. Ognuno è il frutto del proprio passato, tutti uniti ma diversi tra loro, i componenti del branco, sono uno il contraltare dell’altro, a capo sta la figura di Biagio Mazzeo. Il leader, poliziotto di dubbia moralità ma sicuramente carismatico, ha in sé al contempo i lati del mafioso romantico e del padre di famiglia, pronto a oltrepassare la linea della legalità per proteggere i suoi uomini.
La posta in gioco a questo giro è ancora più alta, in ballo c’è la vita stessa del capobranco e della sua squadra. Per un uomo di potere che programma con lucidità e razionalità le sue mosse, quasi come un principe di machiavellica memoria, il supporto della sua famiglia, il branco che lo segue, risulta fondamentale; è proprio quando questo viene a mancare che Mazzeo rischia maggiormente. La notte delle pantere ha una trama in cui niente è come sembra in grado che assorbe il lettore dalla prima pagina all’ultima.
Piergiorgio Pulixi fa parte del Collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto, con loro ha pubblicato nel 2008 il romanzo/inchiesta Pedras de Fogu. Dalla collaborazione con il collettivo è nato anche Padre Nostro che uscirà nella collana Controtempo di Rizzoli il prossimo maggio 2014.