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Libri: Lauren Groff, "l'utopia di Obama e' una tragedia greca"

Testata: Agi
Data: 9 maggio 2014

[...] Lauren Groff, 35 anni, ha vissuto un'altra utopia, quella immaginata nell'elezione del primo presidente nero degli Stati Uniti. Ma li' e' avvenuto il tradimento. "Ho visto -dice- quanto accaduto a Obama con la fissita' e l'orrore con cui si osserva una tragedia greca. Abbiamo preso un idealista intelligente, bello, gentile e lo abbiamo corroso con la politica. E' stato un disastro ferroviario al rallentatore.  Certo, vi e' ancora gente che lavora per far andare meglio le cose ma sono sono cosi' motivati come appena dopo l'elezione di Obama".  I riferimenti letterari di Lauren Groff vanno, spiega lei stessa, da George Eliot a James Salter, da John Milton ad Alice Munro. "A loro torno spesso. Amo molto gli scrittori italiani", sottolinea, "ho studiato Dante per un intero semestre in college e leggevo Calvino come un'indemoniata. La prima traduzione che feci, per me stessa fu da un'opera di Eugenio Montale. Elena Ferrante e' la mia nuova occasione di godimento letterario, compro i suoi libri non appena questi diventano disponibili in lingua inglese". "I giorni dell'abbandono" (edizioni E/O) della Ferrante raccontano, anche, del dolore. E lei, Lauren, ha detto una volta di aver scritto "Arcadia" in un momento 'doloroso' della sua vita. Cosa e' la scrittura, un modo per guarire dalla malattia dell'utopia. "La scrittura -risponde- somiglia a una terapia, ma in diversi modi e' il contrario di essa. E' vero che entrambe si cerca di articolare le parti piu' profonde di se stessi. Ma la terapia si svolge in in una stanza chiusa di fronte a un ascoltatore dotato di empatia; e' effimera e disordinata. Lo scopo della scrittura e' la creazione di qualcosa di bello, che tu, il suo creatore, vorresti essere. Significa ridisegnare il tempo, inventare persone che non sei tu, rivisitare dolorosamente le frasi che pronunciano per illuminarle. La terapia e' precipitare nel buio, come pietre, nella speranza che nel corso del tempo gli spigoli vengano smussati. La scrittura e' ripulire e lucidare la tua oscurita in modo che le persone possano vedersi riflesse in essa". Cosi', conclude Groff accennando ai suoi progetti futuri, , "ho congegnato la mia vita in modo che vi siano soprattutto amore e lavoro, perche' sono questi i miei regni, dove sono felice. Scrivo, scrivo sempre un nuovo romanzo, ma queste cose richiedono tempo, e non idea di quando sara' finito".