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Il cromosoma dell'orchidea - Carlo Mazza

Autore: Cecilia Di Lorenzo
Testata: Contorni di noir
Data: 29 aprile 2014

Carlo Mazza, autore pugliese, dopo aver pubblicato nel 2011 “Lupi di fronte al mare”, torna alle stampe, sempre per Edizioni E/O, con  “Il cromosoma dell’orchidea” all’interno della Collezione Sabot/age.

La vicenda che si svolge in una località non indicata espressamente (le vicende raccontate potrebbero svolgersi in un qualunque luogo di questa nostra martoriata nazione) è di strettissima attualità.
Il sindaco Gabriele Lovero sta per affrontare le nuove elezioni comunali. Si ripresenterà per tentare di ottenere il suo secondo mandato e verrà avvicinato da alcuni imprenditori edili e da un senatore che in cambio del loro appoggio e quindi dell’apporto considerevole di voti e di denaro chiedono “piccole cortesie tra amici”. Sul piatto dello scambio alcuni terreni acquistati come suoli agricoli e che successivamente sono diventati edificabili e hanno aumentato il loro valore. Ma il permesso di edificare non arriva poiché i suoli sono a rischio alluvione.

Basta guardare i tg, leggere i giornali e le inchieste pubblicate dai vari settimanali, per affermare che queste vicende possono essere ormai considerate di ordinaria amministrazione, quasi considerate “banali” nel vortice delle tante informazioni mediatiche e giornalistiche che assorbiamo, tanto da pensare “le cose vanno così, è la prassi”. Mai abbassare la guardia o considerare tutto ciò  la normalità. E chi ha la capacità e la possibilità di scrivere e pubblicare  deve portare avanti certe battaglie e continuare a tenere i riflettori accesi su determinate operazioni illecite.

Carlo Mazza fa esattamente questo. Scrive di come avvengono certi meccanismi, di come gli interessi economici calpestino i diritti di una cittadinanza che chiede solo il meglio per se stessa, tutto quello che rende possibile una vita dignitosa: lavoro, case, tutela dell’ambiente per non rischiare di pagare il conto spesso altissimo e tragico che la natura pretende in seguito alle idiozie che siamo in grado di commettere. Diritti che vengono calpestati in nome del dio denaro.
Il sindaco Lovero, che chiede un po’ di tempo per pensare all’accordo da siglare,  ha accanto a sé alcuni collaboratori: Pasqualina Bernaus (vicesindaco) - che da subito non concorda  affatto con l’operazione e consiglia al sindaco di rifiutare categoricamente - Raffaele Schiavone (capo di gabinetto) e Carmine Vespasiano (assistente-factotum) - che viceversa pur di vincere e continuare a governare non esitano a convincere il sindaco ad accettare senza indugiare oltre.

L’autore narra anche di quei sotterfugi ai quali si ricorre tra colleghi per ottenere vantaggi  e scavalcare e sostituire chi copre una posizione più alta, senza farsi assolutamente nessuno scrupolo, a dimostrazione di quella pochezza alla quale spesso facciamo ricorso per ottenere quelli che si ritengono privilegi.

Altro personaggio rilevante nella storia è Martina Bizantino, giornalista, che scrive su MAGNA GRECIA - CRONACHE DALLA CITTA’. Risponde alle lettere che le arrivano dai lettori e attraverso le sue parole  esprime tutto lo sdegno nei confronti di una politica corrotta, che probabilmente all’inizio dell’attività governativa parte con tutti i buoni propositi ma che strada facendo perde totalmente i veri obiettivi da seguire nell’interesse della collettività. Ecco cosa scrive tra l’altro in una sua risposta “Un tempo una tribù di pellerossa, gli Hopi, praticava la danza della pioggia, la cui funzione manifesta era quella di propiziare un bell’acquazzone. Ma gli indiani sapevano bene che il rito non produceva effetti pratici, danzavano solo per una ricerca di coesione … La comunità si stringeva in un abbraccio per affrontare la siccità. Ecco quello che manca a tutti noi, il progetto di un abbraccio.”

Ed infine Antonio Bosdaves, capitano dei carabinieri, già protagonista in “Lupi di fronte al mare”. Si ritroverà a riprendere le fila di una vicenda accaduta qualche tempo prima. La morte di un suo amico, Lorenzo Vinciguerra, archiviata come suicidio ma che presenta alcuni punti oscuri che Bosdaves vuole chiarire per stabilire quello che è effettivamente accaduto.

Il corpo di Vinciguerra, avvocato che aveva sostenuto tante battaglie ambientaliste,  era stato ritrovato all’interno della cava del Nazareno. Tutto potrebbe far pensare che non sia il suicidio la causa della morte, ma probabilmente si era voluto far credere ciò perché le battaglie sostenute dall’avvocato avevano dato fastidio a qualcuno.

Bosdaves attraverso le sue ricerche arriverà alla risoluzione reale del caso.

Ed oltre alle sue ricerche conosceremo anche l’uomo Bosdaves che deve fare i conti con alcune vicende legate alla sua famiglia, al suo rapporto con sua moglie che cerca attraverso la parrocchia e la partecipazione ad una rappresentazione organizzata dalla parrocchia stessa qualcosa che le dia la possibilità di crearsi uno spazio personale al di fuori del nucleo familiare. Ma questa ricerca metterà in crisi Bosdaves che si sentirà escluso così dalla vita della moglie.

Non aspettatevi un thriller mozzafiato, una lettura dove l’adrenalina la fa da padrona. Qui la storia, anzi, le storie, si insinuano lentamente. E deve essere così. Quello che scorre troppo velocemente rischia di non attecchire, di non rimanere impresso. L’autore, a mio parere, sceglie di far scorrere adagio, lentamente, senza fretta il corso delle vicende per far presa nella mente e nell’animo del lettore.
Se volete conoscere la verità sulla morte di Vinciguerra,  la decisione presa dal sindaco Lovero e il perché della scelta del titolo, vi invito a leggere “Il cromosoma dell’orchidea”.

Un libro-denuncia che non dovrebbe mancare nella vostra libreria.