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Il commissario Attila tra sport e acciaio

Autore: Rosanna Lampugnani
Testata: Corriere del Mezzogiorno
Data: 14 giugno 2014

Ogni riferimento a persone e vicende reali è puramente casuale. Come nei titoli di coda di un film, la precisazione è obbligatoria quando si parla dell’ultimo libro di Paolo Foschi, Vendetta ai Mondiali. Il ritorno del commissario Attila. (Edizioni E/O, Roma 2014, pp. 192, euro 14.50). E’ il quarto appuntamento con il commissario romano che dirige la squadra dei reati sportivi, un fantomatico segmento del corpo di polizia che mette insieme le passioni del giornalista del Corriere della Sera, lo sport e la cronaca nera con cui si è cimentato all’inizio della carriera, all’Unità. La precisazione, dunque, perché negli omicidi del centroavanti e del capitano degli Azzurri in procinto di raggiungere il Brasile, è coinvolto un imprenditore dell’acciaio, accusato di disastro ambientale, collusioni politiche, distrazione di fondi, ecc ecc. Dove corre il pensiero del lettore che bazzica la Puglia? All’Ilva, ovviamente, ma è obbligatorio aggiungere che in questo caso la fantasia supera la realtà: l’acciaio, i morti da inquinamento sono solo la cornice, pur significativa, di un giallo che scorre veloce e che avvince.
Foschi è bravo, Igor Attila è il protagonista di plot avvincenti, ma è anche colui che ci squaderna l’ambiente in cui si muove. Questo è un elemento importante: la letteratura gialla, sia nei suoi vertici, rappresentati da Simenon, Christie, Chandler, che nelle produzioni minori consente di vivere la quotidianità dei personaggi nel loro milieu. Per esempio, non è forse vero che la trilogia Millennium di Stieg Larsson ci ha svelato le contraddizioni della Svezia che comunemente si riteneva immune da violenze, razzismi e brutture? Ebbene oggi tutti sanno che il Nord Europa
deve fare i conti con significativi rigurgiti nazisti. Ancora: i libri di Qiu Xiaolong squarciano il sipario sulla realtà cinese come nessun reportage giornalistico riuscirebbe mai a fare, anche per questo è una lettura straordinaria, imperdibile il romanzo Ratti rossi.
E Foschi ci porta per mano nel «caos multietnico di piazza Vittorio», ci svela i meccanismi concreti del mondo del doping e anche di quello dello sport. Igor Attila è un ex pugile che alle olimpiadi di Seoul dovette accontentarsi della medaglia d’argento a causa di imbrogli vari. E’ uomo che ama la velocitá della sua «adorata Hornet 600 truccata», il suono perfetto della Gibson Diavoletto, la chitarra che custodisce in ufficio. Igor, che la sera sulla terrazza del suo appartamento di villa Fiorelli, nel popolare quartiere Tuscolano, si concede all’ebbrezza del Calvados, è omosessuale. Mentre indaga sulle responsabilità eventuali di Francesco Bellini, l’industriale dell’acciaio, Attila incrocia la sua vita sessuale con quella di Martyn Louis, bellissimo ostacolista accusato di doping. Cosa ci vuol raccontare Foschi con le sue storie? Che lo sport non è un mondo a parte, come le morti violente di Fulvio Cipollone, l’attaccante della nazionale, e di Idel Fuschini, il portiere azzurro, dimostrano. Ma tranquilli, Balotelli e Buffon stasera giocheranno regolarmente contro l’Inghilterra.