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Breve come un sospiro di Anne Philipe

Autore: Erminio Fischetti
Testata: Fuori Le Mura
Data: 1 luglio 2014

Gérard Philipe è stato uno degli attori francesi più noti della sua generazione. Forse il suo nome non giunge facilmente fino a noi perché il cancro se lo portò via che non aveva ancora compiuto 37 anni. Era il 25 novembre 1959. Una scomparsa lontana, come tante forse, ma che è però forte attraverso il ricordo, speciale, e le parole, sentite, di sua moglie Anne, che in un epistolario dolorosamente commovente, per chi scrive e chi legge, ha raccontato l’amore, fragile e immensamente unico, di lei per quell’uomo.

Breve come un sospiro, rieditato recentemente dalle Edizioni e/o, è un breve libello scritto dalla vedova di Philipe nel 1959 e poi pubblicato nel 1963: si legge in pochissimo tempo, non tanto per il limitato numero di pagine, quanto per l’onestà con la quale racconta la perdita, la privazione, dalla quotidianità, del proprio compagno. L’autrice ricorda con grinta e forza che continuare a vivere non significa necessariamente liberarsi del suo ricordo. Anzi. Tutt’altro.

Intenso, lirico, bellissimo, questo è un memoir sull’esistenza nella sua doppia funzione primaria: vivere e morire. La prima non può esistere senza l’altra e viceversa. Anne aveva conosciuto Gérard durante la seconda guerra mondiale nel 1942. Si erano amati fino alla scomparsa di lui nel 1959. Lei ha continuato a farlo fino al 1990 scrivendo romanzi, realizzando documentari e questo bellissimo scritto sull’amore, sul suo vero significato, sulla natura di esso attraverso tutte le sue fasi, con parole dolci, malinconiche, memorabili. Ma soprattutto ha continuato ad alzarsi ogni mattina pensando a lui. Lo ha onorato con gesti semplici. Con parole “vissute”.

Un pugno allo stomaco per la sua genuinità, che non lascia spazio, non concede sconti. Sembra la fiaba più bella di tutte perché è vera. Meravigliosa in questo universo contemporaneo, fatto di delusioni e mancanza di impegno anche nei rapporti più semplici, dove le parole vengono sbiascicate senza soppesarne il significato ferendo proprio perché creano una vacua illusione verso coloro i quali sono destinate, ancora più dolorose di quando non vengono dette. Un libro come quello della Philipe, proprio come una fiaba, fa pensare ad un mondo lontano da quello che conosciamo. Breve come un sospiro porta con sé un velo di tristezza, oltre a far capire a chi ama e ha amato certe sfumature che non credeva possibili. Con pudore e dignità. Se però dovessimo definire questo libro con una parola, la sua sarebbe: necessario.