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Eric-Emmanuel Schmitt: «Il desiderio

Autore: Renato Minore
Testata: Il Messaggero
Data: 4 settembre 2014

L’intervista

Mantova

Amore e desiderio, due territori che spesso si fa l'errore di confondere. Un vero mistero su cui “scommettere”, come capita ai fedeli dell’esistenza di Dio. Nel suo ultimo romanzo, “Elisir d'amore” (E/0), Eric-Emmanuel Schmitt cala anche l'asso pascaliano per mettere sulla scena la corrispondenza mail tra due antichi amanti. Adam e Louise si sforzano, o fingono, di restare amici per controllare qualcosa - l'amore - che sfugge. Trasalimenti e tradimenti, complicità abbandoni e strategiche comprensioni: è il gran teatro del sentimento "parlato" da tutti, ma non "sostenuto" da nessuno, come vuole Barthes. Quella del prolifico drammaturgo e scrittore belga è una chiosa, o una variazione su tema (esiste un elisir d'amore?) al suo grande libro dell'eros contemporaneo Giostra del piacere che ha contribuito a farlo diventare il più letto di lingua francese nel mondo. Il romanzo trova il suo ritmo, piacevole senza intoppi tra pensiero, fantasie, piccoli colpi di scena, nell’immediatezza del flusso elettronico, nella sua velocità percettiva. Schmitt, che l’ha presentato al Festivaletteratura, aggiorna un genere quasi dimenticato ma affascinante, il romanzo epistolare.

Schmitt, “Elisir d'amore” è breve, conciso, camuffa la profondità sul piano della leggerezza quasi mozartiana.

«Sono un raro caso di autore del diciottesimo secolo ancora vivente. Mescolo fantasia e aspetti seri. Amo le riflessioni profonde dei filosofi, il modo in cui uniscono trivialità e profondità. Fare filosofia con forme ufficialmente non filosofiche».

La forma della posta elettronica favorisce lo stile?

«Se si scrive sul computer, bisogna farlo in modo conciso, un bell’sms è un esercizio poetico non indifferente. Devo assumere il mio pensiero nel modo più breve possibile. Una vera rinascita dell'aforisma».

Come cambia - se cambia - l'amore tra Ipad e sms?

«Nel XVIII secolo una lettera impiegava molti giorni ad arrivare, il mittente ne aspettava altrettanti per la risposta. Le lettere erano scritture elaborate con riflessioni profonde. Oggi sia la lettera sia la risposta arrivano subito. La lettera corrisponde all'emozione, ci può essere un dialogo molto rapido. E' un vero arricchimento. La mail ha immediatezza ma dà anche il tempo di pensare. I due elementi coesistono»

Lei scrive: «Alcune donne sono trappole in cui cadiamo». Perché non si "vuole" uscirne?

«La seduzione della trappola. Certe donne rendono la vita degli uomini una meravigliosa complicazione. La trasformano in un vero labirinto, agli uomini piace. Sono le romanziere delle vite degli uomini».

La passione e l'amicizia sono incompatibili?

«Ufficialmente solo la pelle separa l'amore dall’amicizia, in realtà è più difficile. L'amicizia è amore disinteressato, la passione aggiunge desiderio e piacere, che sono egoisti. Possiamo definire l'amore come un elemento di due paesi diversi: quello del sentimento e della carne. Nel primo ci sono storie lunghe, tra genitori e figli, fratelli e sorelle, amici. Nell'altro non c’è necessità di sentimento. I nostri amori si svolgono al confine, ecco perché sono complicati».

I suoi coniugi si scontrano con qualcosa di ineluttabile. Siamo liberi? Scegliamo chi amiamo? Siamo scelti? 

«Non si sceglie chi si ama, ma ci diamo il permesso di amare. Il desiderio non è volontario, si potrebbero fare scelte migliori, più sagge. Il desiderio s’impone, è fatalità. La libertà è dire sì o no al destino».

Nella "Giostra dell'amore" c'è un potente politico sessodipendente che cade in rovina. La storia ricalca la vicenda Struss-Khan se non quella di Clinton. Lei ha detto: «Il politico è un animale erotico a parte». Perché?

«I più grandi seduttori che ho incontrato erano politici. Ci vuole un ego molto forte per affrontare gli ostacoli di una carriera politica. I politici hanno grandi responsabilità, vivono sotto pressione e hanno generalmente una sessualità simile a una pentola a pressione, egoista, che si serve dell’altro per il proprio piacere».

Ricordo un suo incontro mantovano di anni fa, ”A che serve la letteratura". Cosa risponde oggi alla stessa domanda?

«La letteratura abolisce le distanze e avvicina colui che è lontano».

Un buon libro dovrebbe aiutare a vivere e pensare meglio? A "guarire". Da cosa pensa che possano guarire i lettori di “Elisir d'amore?”

«Louise parla di un amore perfetto, intransigente, alla fine si trova ad amare Adam, com’è. Accetta l'amore con ferite e cicatrici. Non è solo un cammino di saggezza, ma l'inizio del vero amore. L'amore inizia dopo la passione».