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Rosso caldo, di Patrizia Rinaldi

Autore: Massimo Minimo
Testata: Rivista Fralerighe
Data: 19 agosto 2014

Trama (dal sito dell’editore):
Anche nel commissariato di Pozzuoli arriva la primavera piovosa e fredda: il commissario Martusciello rimpiange la capacità di memoria degli anni passati, la sovrintendente Blanca vive una crisi amorosa con l’ispettore Liguori, l’agente scelto Carità è tornato nei suoi silenzi. Dovranno dimenticare le loro irrequietezze per occuparsi di due omicidi; le vittime lavoravano nello stesso ufficio postale di zona, ma questo pare l’unico legame, perché le morti si riferiscono a contesti diversi: spiriti e voyeurismo pseudoartistico da una parte e crimine di rapine e ricatti dall’altra. Intanto Gianni Russo, il padre di Ninì, la figlia adottiva di Blanca, in carcere per aver confessato l’omicidio della moglie, scappa dall’ospedale dove è ricoverato. Cerca Ninì e la fa sprofondare di nuovo nell’incertezza da cui la ragazza si sta liberando. Il rapporto tra Blanca e Ninì si incrina, Russo ferisce gravemente il commissario Martusciello e le vite di tutti si frantumano.

Giudizio:

L’antico Palazzo de Pignatta nel quartiere napoletano dell’Avvocata è infestato dagli spiriti: così, almeno sostiene Alina, una delle anziane “cugine” Rosselli. Da quel luogo misterioso prende le mosse la terza avventura che vede coinvolti alcuni funzionari del commissariato di Pozzuoli. In primis la sovrintendente Blanca Occhiuzzi, ipovedente, che ormai distingue solo le ombre, anche se quando spara al poligono non sembrerebbe. Lei è il collante della storia, così come di tutte le dinamiche che intercorrono fra i vari personaggi, dal commissario Martusciello all’ispettore Liguori, fino all’agente scelto Carità, famoso per le sue teorie.
In una Napoli battuta dalla pioggia primaverile che cade ininterrottamente da dieci giorni, due omicidi impegnano Blanca ed i suoi colleghi. Come se non bastasse, altre nubi si affannano minacciose sulle vite della sovrintendente e della figlia adottiva Ninì. In questo bailamme la figura di Blanca spicca sia per umanità che per doti investigative: sarà lei, infatti, a far luce sul primo omicidio, destinato, altrimenti a rimanere insoluto. Qui l’autrice è brava a creare una vicenda che mescola profumo di mandorle, spiriti e richiami alla scuola dell’Azionismo viennese; il tutto condurrà ad una vendetta covata a lungo e servita come un piatto freddo, anche se nel caso specifico sarebbe preferibile parlare di bevanda … ma non aggiungo altro.Pur non avendo letto i due precedenti romanzi di Patrizia Rinaldi dedicati ai medesimi protagonisti, non ho trovato difficoltà nel seguire le vicende private che accompagnano la parte propriamente gialla del racconto. Questo perché l’autrice è abile nel renderci partecipi di quelle che sono state le vite dei personaggi sino ad ora. A ciò contribuiscono alcuni brevi capitoli che intervallano la narrazione dei fatti ed in cui ciascuno dei protagonisti “parla” in prima persona raccontandoci qualcosa di se stesso. Consiglio dunque di leggere questo bel giallo con alcune pagine tendenti al noir; consiglio rivolto ovviamente a chi avesse già letto i primi due della serie, ma anche a chi, come il sottoscritto, non conoscesse ancora Blanca Occhiuzzi e gli altri.

patrizia rinaldiSull’autrice:
Patrizia Rinaldi vive e lavora a Napoli, dove è nata nel 1960. È autrice di diversi gialli, tra cui ricordiamo Il commissario Gargiulo(Stampa alternativa 1995), Napoli-Pozzuoli. Uscita 14 (Flaccovio editore 2007), Ninetta Ridolfi e gli oggetti affettuosi (Mondadori 2008, primo premio al concorso Profondo giallo 2007). È anche autrice di libri per ragazzi, tra cui Rock sentimentale (El 2011) eMare giallo (Sinnos 2012), e di numerosi racconti e novelle apparsi in diverse antologie. Nel 2012 le Edizioni E/O hanno pubblicato Tre, numero imperfetto, il noir più votato dalla giuria popolare del Premio Scerbanenco 2012, romanzo che è stato poi tradotto anche in inglese e in tedesco, e nel 2013 Blanca.