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Nel posto sbagliato, Luca Poldelmengo, (E/O, 2014)

Testata: Liberi di scrivere
Data: 18 ottobre 2014
URL: http://liberidiscrivereblog.wordpress.com/2014/10/18/nel-posto-sbagliato-luca-poldelmengo-eo-2014/

Unire noir e fantascienza non è una pratica che si usa spesso. Gli scrittori di noir preferiscono parlare del presente, del mondo contemporaneo senza deroghe o derive fantastiche o appunto fantascientifiche. Eccezioni ce ne sono, e ben vengano, pensiamo solo al bellissimo racconto di Philip K. Dick, “Minority Report”, da cui Stephen Spielberg trasse ispirazione per l’omonimo film, a dire il vero molto liberalmente tratto, con Tom Cruise. E vedendo questo film, proprio ieri, non ho potuto non fare collegamenti con il libro che stavo leggendo, Nel posto sbagliato, di Luca Poldelmengo, edito da Edizioni E/O nella collana Sabotage. Libro che ispira interessanti interrogativi e riflessioni sul nostro mondo contemporaneo, e sui dilemmi morali ed etici che le scoperte scientifiche generano. In Minority Reportci troviamo nel 2054, e per combattere l’alto tasso di omicidi viene creata una squadra, la PreCrimine, composta da agenti di polizia e da tre “precogs”, esseri che con i loro poteri precognitivi riescono a vedere gli omicidi prima che si compiano, proiettando attraverso una macchina queste visioni su alcuni schermi. Nel romanzo di Poldelmengo, apparentemente contemporaneo, ci troviamo di fronte a una macchina simile che trasforma in ologrammi i ricordi, le sensazioni, registrando anche suoni e odori dei testimoni di omicidio, chiamati, pov, (point of view). Tutto ciò avviene portando i soggetti ad un livello di coscienza particolare, tramite l’ipnosi e la somministrazione di alcune sostanze chimiche. Soggetti non consenzienti, prelevati in modo arbitrario e portati in luoghi segreti, che alla fine non ricorderanno niente di questa esperienza. La squadra denominata Red è segreta, (anche in Minority Report l’azione della PreCrimine è piuttosto controversa tanto che prima di estenderla all’intero paese, viene mandato un agente federale in cerca di falle al sistema), almeno lo è all’inizio del romanzo, prima che il premier non ne parli apertamente in parlamento, dando in pasto la notizia all’opinione pubblica. Errore fatale? Punto di partenza di un effetto domino che porterà ad effetti incontrollabili? Sta di fatto che appena viene resa pubblica la notizia un membro della squadra viene ucciso, e un’ indagine, questa volta tesa alla sopravvivenza stessa di questo organismo, ha inizio. Un personaggio si chiede se è eticamente giusto che sopravviva, accenna per esempio al dibattito sulle intercettazioni telefoniche che violerebbero appunto la privacy dei cittadini, ma paragonate all’azione della Red, che scava arbitrariamente nella mente di persone ignare, azioni senz’altro meno gravi. Per combattere il crimine bisogna usare ogni arma, anche a scapito degli innocenti (un pov arriverà a suicidarsi per le conseguenze dell’ipnosi)? Ci sono regole e barriere da non oltrepassare? Come affrontare il dilemma etico se sia meglio liberare un colpevole o condannare un innocente? Che prezzo ha la giustizia? In una città invasa dalle immondizie, (anche questo eco di cronaca recente) i nostri personaggi si muovono portando il loro bagaglio di dolore. Vincent soprattutto, il personaggio più carismatico del gruppo, così efficiente e aggressivo sul lavoro, e fragile nella vita privata, resta l’eroe, anti-eroe del racconto, come in ogni noir che si rispetti. La manipolazione della mente, il desiderio di vendetta, le trame di gente senza scrupoli che pianifica subdole macchinazioni, tutto si intreccia in questa narrazione tesa e sincopata. Per quanto le scoperte scientifiche saranno in grado di fornirci strumenti per migliorare le nostre vite, il fattore umano farà sempre la differenza. Gli errori, i crimini, le debolezza sono sempre lì. Specchi distorti delle nostre più grandi aspirazioni. Questo sembra il messaggio sotteso al racconto. Un messaggio non tanto rassicurante, ma pur sempre veritiero.

Luca Poldelmengo è nato a Roma nel 1973. Alla sua attività di sceneggiatore dal 2009 comincia ad affiancare quella di scrittore, esordendo con il noir Odia il prossimo tuo (Kowalski), tradotto anche in Francia, finalista al premio Azzeccagarbugli e vincitore del premio Crovi come migliore opera prima. Nel 2012 pubblica L’uomo nero (Piemme), finalista al premio Scerbanenco, anch’esso tradotto in Francia. I suoi libri sono pubblicati in Francia per Payot & Rivages.