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LE ROCKSTAR NON SONO MORTE

Autore: Gianpaolo Ferrara
Testata: Satisfiction
Data: 21 ottobre 2014
URL: http://www.satisfiction.me/le-rockstar-non-sono-morte/

Non ridevo così dai tempi di Bar Sport. Valerio Piperata è una bomba atomica. Il suo “Le rockstar non sono morte” è una divertentissima storia che rimarrà – e chiunque ne abbia oggi la prima edizione… tra venti anni avrà un tesoro tra le mani. Io non so da quale clinica sbuchi questa brillante mente, ma posso dirvi che i 14 euro che ho speso per le sue 160 pagine… è stata la cosa migliore che io abbia fatto quest’anno.

La fabula è molto semplice: un adolescente vuole diventare una rockstar. No, non un musicista, anzi non sa neanche suonare, ma come spesso si ripete nel libro, saper suonare non è importante. È un giovane che sogna a occhi aperti maree di ragazzine sotto il suo palco e incessanti fucilate di flash che possano documentare ogni singolo spostamento del suo corpo. L’incipit del libro gioca proprio su questa sfrenata fantasia adolescenziale e bisogno di affermazione del proprio ego: è in camera sua, fa finta di suonare e immagina se stesso al proprio concerto… fin quando la madre non sbraita il suo nome.

Come si chiama il nostro eroe? Davide Fagiolo! Piperata conosce molto bene le tecniche per suscitare un sorriso a cominciare proprio da nomi improbabili se non proprio buffi. “Davide Fagiolo” sarà il leader della rock band “I Vecchi” che hanno come cavallo di battaglia l’hit “Libertà” e suoneranno in luoghi dai nomi ancora più “stupidi” quale la Ciociara (Pecoraro Romano, Lazio), Lu cane, lu gatto e lu somaru (Montecacio, Marche), bar Da Franco (Santa Maria Cosciona, Toscana), Bar Bettola (Cecio Marittimo, Emilia Romagna), La Tana dell’Ultrà (San “Pizzino”, Campania).

Il gruppo messo su da Davide Fagiolo è un’accozzaglia di squinternati: il suo compagno di infanzia Tommasso Sciarra con problemi di peso e molto timido (sarà il cantante); il criminale di borgata Adriano Trota, tra l’altro accanito fumatore di hashish; il cantante neomelodico napoletano Marco Pannocchia, l’unico con un po’ di fama dopo il deplorevole spettacolo dato a X Factor. La formazione finale è descritta nel suo abbigliamento usuale a pagina 49, ed ha il retrogusto di un elenco epico delle armi e degli eroi: “abbigliamento di Tommy: felpona nera con la stella rossa dei Clash al centro, pantaloni jeans di quattro taglie più grandi da rapper nero di Detroit anni Novanta, scarpone di tela grosse come ferri da stiro. Abbigliamento di Trota: tuta del Manchester United da coatto discotecaro, Nike ai piedi, brillocco sull’orecchio sinistro, zuccotto Adidas. Abbigliamento di Pannocchia: non potete capire. Giacca bianca da trafficante di droga colombiano, camicia rosa, pantalone nero lucido, scarpe scamosciate imitazione Hogan, medaglione con il crocifisso d’oro giallo, lo stesso al provino di X Factor. Abbigliamento mio: maglietta bianca della salute, blue jeans, Converse rosse squarciate ai lati e i miei occhiali con la montatura da secchione”.

Piperata è eccellente con i dialoghi. Il più riuscito in assoluto è pagina 43, che riporto per intero perché è roba da antologia: “> disse Trota. >. Silenzio. > disse Pannocchia. > disse Tommy. > Chiese quasi sottovoce Trota. > risposi. >. >, > gridò Trota”.

Riporto anche la scaletta della serata, per dare un’idea di quanto semplice e forte sia la tecnica di Piperata, che consiste nel mettere sullo stesso piano il MITO e la realtà dei fatti, una vera e propria miscela esilarante: Pezzo numero uno, “Knockin’on Heaven’s Door” di Bob Dylan, pezzo numero due “Help” dei Beatles, pezzo numero tre “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana, e infine la celeberrima “Libertà” dei celeberrimi I Vecchi.

Qui e lì ogni tanto c’è anche qualche chicca di saggezza da stampare sulle magliette, come ad esempio a proposito di Arianna che piace tanto al Fagiolo: “Ragazzi, neanche ci conoscevamo che già mi prendeva per il culo. Non poteva che essere la donna della mia vita”.

Vi sembrerà incredibile, ma I Vecchi faranno strada o meglio riusciranno a raggiungere l’ultimo scalino prima del palco, ma purtroppo succederà qualcosa… chi li vuole lanciare, Claudio, che lavora per la più importante casa discografica del paese, è ancora più squinternato di loro. Ci sarà la caduta, l’inferno della consapevolezza, la fine del sogno… ma non sarà la fine del libro perché nonostante tutto I Vecchi resisteranno. Un libro bellissimo sull’adolescenza e il suo grande mistero: la totale perdita della testa fra le nuvole. Lo consiglio vivamente.