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Fantascienza, fantapolitica e thriller si fondono nel nuovo romanzo di Luca Poldelmengo

Autore: Simone Luciani
Testata: Contrappunti
Data: 22 ottobre 2014

Una città devastata da una catastrofe naturale. Una ruota panoramica divenuta simbolo della rovina. Una squadra di agenti scelti, la RED, che usa tecniche di indagine non convenzionali, e cioè scavare nella memoria di potenziali testimoni attraverso l’ipnosi e la proiezione dei loro ricordi. Intorno alla “squadra” nascerà un aspro confronto politico che opporrà l’anziano leader conservatore e il giovane progressista (soprattutto per quest’ultimo, l’ispirazione è piuttosto evidente…). Il tutto, nell’atmosfera cupa della periferia di una grande città.

Lo scrittore e sceneggiatore romano Luca Poldelmengo, alla sua terza prova da romanziere con Nel posto sbagliato (edizioni E/O, inserito nella collana diretta da Massimo Carlotto Sabot/age) firma un thriller con chiare venature fantascientifiche e orrorifiche. E, per ciò stesso, merita l’attenzione che si deve a chi cerca di salvare una specie animale preziosa in via di estinzione. Nel nostro caso, in via d’estinzione c’è la fantascienza, genere che ci ha regalato alcuni fra i romanzi indelebili del ’900 e che oggi sopravvive in un mercato editoriale che l’ha dimenticata. La sua importanza era nella capacità di porre, attraverso il futuro, dilemmi etici sul presente, sullo sviluppo delle tecnologie, sul loro utilizzo, sul loro impatto sull’immaginario collettivo. Ed è ciò che Poldelmengo rispolvera. Fin dove è lecito spingersi in nome della sicurezza e della “giustizia” (nel senso istituzionale del termine)? Inevitabile il rimando a Minority Report (sebbene, pur svincolata dai grandi interrogativi, l’idea di un’immagine ottenuta artificialmente dai “testimoni” per risolvere dei delitti sia anche di Dario Argento), mentre l’ambientazione metropolitana e la totale assenza di un’innocenza fanciullesca allontana il romanzo da Stephen King. Supportato da una scrittura veloce e inevitabilmente cinematografica, il libro tratteggia archetipi lontani dalla letteratura italiana, eppure fortissimi. In altri tempi sarebbe diventato un romanzo di culto. Nel nulla contemporaneo è tutto più difficile.

http://www.contrappunti.info/online/philip-dick-a-roma/