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Le due amiche geniali si cancellano le vite

Autore: Antonella Lattanzi
Testata: Tuttolibri
Data: 1 novembre 2014

Alla fine di Storia della bambina perduta di Élena Ferrante (e/o) è necessario alzare lo sguardo sull'intera quadrilogia de L'amica geniale, di cui questo è l'ultimo volume: storia di Elena Greco narratore che decide di scrivere un romanzo quando la sua amica di sempre, Lila Cerullo, scompare: «ogni dettaglio della nostra storia, tutto ciò che mi è rimasto in mente». La quadrilogia inizia nel 2010 con l'inizio del romanzo di Elena, si nutre di un flashback lungo sessant'anni, e finisce quando Elena mette la parola fine al suo romanzo. Elena e Lila sono l'una lo specchio contraffatto, lacunoso dell'altra. La domanda che ci guida è: chi delle due è l'amica geniale, che nel titolo è al singolare?
Storia della bambina perdutane racconta maturità e vecchiaia. Elena va a vivere con Nino (ex amante di Lila), lontana dalle figlie, e Lila si batte per la sua società di computer, contro il pizz_o. Lila smarrisce sua figlia, e Elena ha successo. Elena si sposta a ·Torino, e Lila rimane nel rione. La vecchiaia le rende sole una perde il lavoro, l'altra scompare sino a un finale che splende luce nuova sull'intera saga. Un'amicizia di Elena e Lila inizia negli anni '50. Le due, bambine, sono convinte che don Alfonso, orco camorrista del violento rione di Napoli in cui stanno crescendo, abbia rubato le loro bambole: Tina, di Elena, e Nu, di Lila. Per sempre la più indomita tra le due, Lila spinge Elena ad andare a reclamarle. Atterrita, Elena esegue. Don Alfonso nega il furto ma non la divora come lei si aspetta; !è dà 20.000 lire: per comprare altre due bambole. Le amiche comprano invece Piccole donne.
S'innesca così un domino che punta all'ultima parola dell'ultimo volume. Dalle bambole a Piccole donne a Elena che diventa scrittrice, alla maternità di entrambe, alla scomparsa di Tina, seconda figlia di Lila, di cui Elena scriverà nel racconto che la renderà famosa: storia vera della loro amicizia, con uno scarto fantasioso nel finale. E dalla scomparsa di Tina, lungo la vecchiaia di entrambe, alla scomparsa di Lila anzi all'auto-cancellazione, come Lila fosse il testo di se stessa che genera il romanzo di Elena, cuore dell'epopea. Dritti all'ultima parola: dove l'ultima tessera crolla, e il domino si rivela. Sempre percorsi, Elena e noi, dal dubbio: Lila l'aveva minacciata non scrivere mai di noi, noi dobbiamo «Sparire». Ma se Elena alla fine avesse scritto: «Ti vengo a frugare nel computer, ti leggo i file, te li cancello». Alla fine s'è cancellata lei.
È dunque la finzione il cuore di tutta l'epopea. Bambole come _bambine (come nel terzo romanzo di Ferrante, La figlia oscura), bambine come bambole (Elena ama le sue figlie ma di continuo le lascia; Tina è la bambola di Elena e la figlia scomparsa di Lila), nomi come stigmate o allegorie, vita piegata alla volontà del romanzo (Lila si cancella: Elena inizia a scrivere). Ma più su delle bambole c'è Lila. Se è lei che spinge Elena a reclamarle da don Alfonso, e se il tassello finale del domino è ciò che sembra: è come se, già quel giorno degli anni '50, Lila avesse dato il via al domino, di cui è lei la vera artefice.
Avesse deciso allora fingendo in seguito di osteggiarlo che Elena doveva diventare una scrittrice, per raccontarle entrambe. Lila ha manipolato dunque non solo i personaggi dell'epopea, non solo la voce narrante, ma anche noi, che credevamo di leggere la storia dell'amica geniale Elena Greco e ne leggevamo un'altra. Nelle oltre 1650 pagine dell'Amica geniale, Elena Ferrante sovverte ciò che Elena Greco crede di-raccontare, ciò che noi crediamo ·di leggere.
A Elena la scrittura accade sempre, per esempio «per colpa di una pioggia», non è mai atto di p e r sé; Lila genera, produce. La geniale è lei: in senso etimologico: forza naturale produttrice da genero, produco (che fa il paio con fingo, plasmo); ma pure dialettale: non tengo genio, al Sud, vuol dire non ho voglia. È lei l'amica geniale del titolo?
Nemmeno. In un romanzo che racconta quanto la parola originale sia peccato originale, quanto lottiamo tutta la vit~ per cancellarla, per non essere del Sud (di qualunque sud si tratti); l'amica geniale di Elena Ferrante è una, Elena-e-Lila: corpo bicefalo o, al contrario, due corpi con un unico cervello. Controverso e incoerente, violento e docile, volitivo e svogliato come del resto tutti noi?