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Così Helen varcò il muro del buio e del silenzio

Autore: Silvana Mazzocchi
Testata: RSera
Data: 5 novembre 2014

Incipit. E' con un certo timore che mi appresto a scrivere la storia della mia vita. Avverto una sorta di esitazione superstiziosa nell'alzare il velo che ricopre la mia infanzia come una foschia dorata. Scrivere un'autobiografia è un compito difficile. Nel tentativo di classificare i miei primi ricordi mi rendo conto che, guardando gli anni che uniscono il passato al presente, la realtà e l'immaginazione sembrano avere lo stesso volto.

Trama. Helen Keller nasce in Alabama nel 1880 e muore nel Connecticut nel 1968. Quando ha 19 mesi, in seguito a una grave malattia, forse la scarlattina, perde la vista e l'udito e precipita nel buio più assoluto. Fino all'età di sette anni cerca di vivere come può, circondata dall'affetto, ma anche dall'impotenza dei suoi cari. Fino a  quando Annie Sullivan, una delle primissime insegnanti dell'epoca capaci di confrontarsi con le persone sorde e cieche, non le cambierà il destino.
Helen imparerà a leggere e a scrivere e, sostenuta da pazienza e coraggio infiniti, fin dai primi anni del Novecento diventerà il simbolo di battaglie straordinarie per conseguire obiettivi e risultati eccezionali.

Stile. Ci sono libri per non valgono per la preziosità della narrazione, ma per il valore della testimonianza che diffondono. E Il silenzio delle conchiglie è uno di questi. Un manifesto di quanto la forza di volontà e l'intraprendenza possono agire da volano per un'esistenza eccezionale. Avvicinando anche l'amore. L'autobiografia, con il titolo The Story of My Life apparve a puntate sul Ladies Home Journal. Successivamente, nel 1903, diventò il libro ora uscito in Italia per le edizioni E/O.

Pregi e difetti. E' commovente leggere il racconto di una vita come quella di Helen Keller. La sua rabbia di bambina senza immagini e parole e, finalmente, la luce che compare nella sua esistenza grazie alla conoscenza e alla comunicazione. Diventerà avvocato, scrittrice e suffragetta e darà il via a battaglie infinite per i diritti di uomini e donne. E la Fondazione che porta il suo nome è impegnata da sempre in attività di assistenza e volontariato.

Una curiosità. La madre di Helen Keller venne a conoscenza degli studi sulla cecità portati avanti a Boston da un libro scritto da Charles Dickens, dopo un viaggio compiuto in America a metà dell'Ottocento. Lo lesse e le si accese una speranza. Portò subito a Boston la piccola Hellen e la vita di sua figlia cambiò per sempre. La storia di Helen è stata raccontata anche da Arthur Penn in un film molto intenso del 1962: Anna dei miracoli, con Anne Bancroft nel ruolo di Anne Sullivan