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Recensione L'eleganza del riccio by Muriel Barbery

Autore: Carol Hannah
Testata: La giovane libraia
Data: 6 novembre 2014

Trama 

Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia.
Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto  e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente.
Invece, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese.
Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita. Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre.
Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.


Commento personale 

Sublime. 

Non si può che iniziare così la recensione di un libro di questo calibro. 
Una parola che già di per sé basterebbe per inquadrare in modo conciso la spettacolarità delle sue pagine. 
Insomma chapeau.
Queste sono le letture che si infiltrano nell'anima, la avvolgono pian piano, cautamente, senza poi lasciarla più. Una di quelle letture che una volta concluse ti lasciano un vuoto allo stomaco, non ti lasciano indifferente, o meglio, non puoi rimanere indifferente! Non ti resta che sobbalzare sulla sedia e dirti "Cavolo, sta parlando con me. Mi ha tirato dentro."
Si amici lettori, L'eleganza del riccio cattura il lettore, lo prende per il colletto ed esclama "Devi pensare anche tu, devi ragionare con me. Non puoi assorbirmi passivamente. Non ce la farai."
E così matita alla mano, non si può che passare il tempo a sottolineare le rivelazioni sulla vita moderna ad ogni pagina, (Il mio volume è pieno di sottolineature, ve lo assicuro.), e soffermarsi sulle parole a riflettere. 

Muriel Barbery, tramite due grandiose protagoniste, mette a nudo aspetti spesso scomodi della nostra esistenza, questioni che tendiamo ad allontanare dalla nostra mente ogni volta che cercano di affiorare. 
La narrazione non è altro che un filosofeggiare della forma mentis delle protagoniste, parlo però di un meravigliosofilosofeggiare, che si posa sul lettore a volte con dolcezza, altre con irruenza. 

Renée e Paloma mi hanno dato paradossalmente conforto, nonostante mettano in mostra l'ipocrisia della società moderna, il suo comportamento stereotipante e soprattutto la sua superficiale attenzione verso il mondo che la circonda. 
Della serie le apparenze ingannano, oppure più probabile, noi ci facciamo ingannare dalle apparenze, all'ultima pagina si rimane attoniti, si piange in alcuni casi,  ma poco dopo subentra la voglia aggressiva del cambiamento, la voglia di fare sentire la propria unicità.

Ho deciso che questo libro è e sarà per il resto dei miei giorni una pietra miliare su cui piangere e ritrovare poco dopo la forza per rialzarmi, grazie agli occhi di Paloma, la dodicenne più impertinente, intelligente, audace e acuta che io abbia mai avuto il piacere di conoscere. 

Vi dico, leggetelo, amici lettori, e ve lo porterete nel cuore. Per sempre. 
Ammesso che vogliate essere scomodati dalla poltrona dorata che vi costruite, ci costruiamo, ogni giorno. Altrimenti se vi aspettate un intreccio avvincente a livello narrativo, da assorbire in stile hakuna matata, lasciate perdere, è meglio; potreste essere catapultati in questioni fastidiose e l'atterraggio potrebbe non essere morbido!


"[...] Il giorno dei miei tredici anni, il 16 giugno prossimo, mi suicido. Attenzione, non intendo fare niente di spettacolare, come se fosse un atto di coraggio o di sfida. Tanto più mi conviene che nessuno sospetti nulla. Gli adulti hanno un rapporto isterico con la morte, diventa un affare di stato, fanno un sacco di storie, e dire invece che e' l'evento più banale del mondo. In realtà, quello che mi interessa non e' la cosa in sé, ma il come. [...]"



"[...]Per la prima volta nella mia vita mia ho sperimentato il senso delle parole mai più. Beh, è una cosa terribile. Le pronunciamo cento volte al giorno, ma non sappiamo cosa stiamo dicendo se non ci siamo ancora confrontati con un vero mai più.[...]" 


"[...]Ha l'eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti.[...]"

Voto finale  

  

5/5

http://lagiovanelibraia.blogspot.it/2014/11/bookreview-recensione-leleganza-del.html?spref=tw