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Piergiorgio Pulixi - L'appuntamento

Testata: La bottega di Hamlin
Data: 21 novembre 2014

Ci sono un uomo e una donna, seduti al tavolo di un ristorante di lusso. Il loro sembra un normalissimo rendez-vous, ma non è così. La donna è lì poiché costretta, lui è un sadico aguzzino che inizia a torturarla psicologicamente, sottoponendola a prove massacranti. Di fronte al dolore e al disgusto della malcapitata l'uomo prova una sorta di perverso piacere, che lo spinge ad aumentare il livello di sofferenza. Ma c'è qualcosa di strano in quella donna: ad un certo punto si ribella, non accetta più le torture. Così, l'uomo scopre che quella che ha davanti non è colei che pensava e, per un momento, si ritrova spiazzato, in difficoltà. Ma quella di lei è solo una vittoria momentanea: la partita non è chiusa, poiché lui è uno potente, “l'uomo sbagliato” da sfidare.

 

La lettura de L'appuntamento di Piergiorgio Pulixi richiede al massimo un paio d'ore: quindi, sceglietevi una serata, mettetevi comodi e preparatevi all'immersione in un universo di tensione psicologica che porta l'inconfondibile firma del creatore di Biagio Mazzeo. Sì, perché di Pulixi abbiamo già parlato in passato, in quanto autore di Una brutta storia e La notte delle pantere, entrambi con protagonista il corrotto ispettore della Narcotici. Ormai è chiaro che nel noir lo scrittore si muove con agilità, sia perché ben guidato (il suo maestro è Massimo Carlotto) sia per le sue indubbie capacità di scrittura.

 

Il libro di Pulixi pare un po' una pièce teatrale in tre atti (e, effettivamente, portare L'appuntamento a teatro sarebbe una bella idea): in scena ci sono sempre massimo tre personaggi, c'è unità di luogo, di tempo (i tre atti si snodano in tre momenti diversi, eppure ogni singola scena si sviluppa nell'arco di qualche ora), l'azione è rapida, le battute pungenti, lo scambio di sguardi intenso. E poi ci sono la brutalità, l'inganno, il tradimento, la suspense, i ruoli che si capovolgono, le vittime che diventano carnefici, o, forse, non esiste proprio più distinzione tra i due, dal momento che come cantava Tozzi«siamo tutti vittime e carnefici» (Gli altri siamo noi).

 

Insomma, se quest'opera venisse un giorno trasposta a teatro, il biglietto per andare a vedere la rappresentazione io lo pagherei immediatamente. Comunque, nel frattempo vi regalo un paio di buoni consigli: il primo, recuperate Una brutta storia e La notte delle pantere se ancora non avete avuto modo di leggerli, perché ne vale davvero la pena; poi, godetevi questo racconto lungo, perché, contrariamente a quello tra i due protagonisti, l'appuntamento con Piergiorgio Pulixi è sempre un vero piacere.

http://www.labottegadihamlin.it/letteratura/11188-piergiorgio-pulixi-lappuntamento.html