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Nel posto sbagliato, di Luca Poldelmengo

Autore: Francesca Schipa
Testata: Diletti e riletti
Data: 25 novembre 2014
URL: http://dilettieriletti.wordpress.com/2014/11/25/nel-posto-sbagliato-di-luca-poldelmengo/

Benvenuti nel futuro, signori.

Dopo la terribile onda anomala – come vedete – attorno alla metropoli si apre una superficie opaca di acque stagnanti e miasmi, una distesa grigia sulla quale resta in equilibrio il simbolo di un tempo passato, una ruota panoramica ormai arrugginita. Ma nonostante i ratti e la spazzatura non tutto è macerie, la civiltà è integra e tutto è sotto controllo. Qui nel futuro, è vero, qualcuno di voi potrebbe diventare POV senza avere la possibilità di opporsi, perché la polizia –ed in particolar modo la RED, una sezione semi-segreta di forze specializzate- ha i mezzi per controllare ogni momento della giornata di qualunque cittadino. Ma non parliamo di oggi, signori, non preoccupatevi: ora stiamo ipotizzando il futuro. Chi mai potrebbe al giorno d’oggi sorvegliare ogni momento della vostra giornata attraverso cellulari, telecamere di sorveglianza e collegamenti internet? Chi potrebbe entrare nella vostra vita privata  sondandone persino i ricordi più profondamente sepolti? Ma soprattutto, se foste testimoni di un fatto criminoso, non dovreste temere che vi vengano forzosamente estorte le immagini archiviate in maniera inconsapevole nella vostra memoria. Siamo seri, signori: tutto questo è fantascienza, finzione. Aprite queste pagine senza timore e siate i benvenuti Nel posto sbagliato. Nel romanzo che ha appunto questo titolo, Luca Poldelmengo tratteggia una società non così immaginaria, situata in un futuro molto prossimo, nella quale al problema del controllo della criminalità viene  opposta una metodologia investigativa eticamente scorretta, ma utile ai fini di una maggiore sicurezza pubblica: il sondaggio della mente attraverso l’ipnosi. Già negli anni 70 in un film di Dario Argento gli investigatori si avvalgono di un esame futuristico per ricavare l’ultima immagine impressa sulla retina di una persona assassinata. Qui, nel 2013, si parla di ologrammi 3D estratti attraverso l’ipnosi, scavando nei ricordi lontani o recenti di un osservatore involontario. L’idea non è infondata: anche se non ci facciamo caso, non passa giorno senza che i notiziari riportino dell’uso costante, durante l’investigazione su fatti criminosi, di immagini tratte da telecamere nascoste o da filmati amatoriali, di tabulati telefonici e connessioni web: ma da sempre i testimoni più importanti non sono forse i nostri occhi? Gli occhi e la memoria degli esseri umani che affollano il pianeta e si fanno inconscio ricettacolo di testimonianze? Ma la domanda che attraversa sotto pelle tutta la narrazione è: dove deve fermarsi l’indagine e dove inizia invece il controllo? È un tema particolarmente delicato, considerando che tutte le dittature si avvalgono di sistemi basati appunto sulla rigida regolamentazione della comunicazione e sul controllo da parte delle forze dell’ordine; e Luca Poldelmengo ne fa il nodo centrale di una storia noir molto ben costruita, animata da personaggi consistenti, attuali e talvolta apertamente riconoscibili (come nel caso dei due leader politici che si contendono il potere). Nel posto sbagliato mantiene il livello della tensione –investigativa ma anche emotiva- sempre molto alto, intrecciando le storie personali dei componenti della RED (e dei giochi politici attorno ad essa) allo sviluppo investigativo e porta rapidamente ad un finale “aperto” che lascia già presagire un seguito. Una narrazione che, anche grazie ad uno stile “filmico” ma capace di descrivere con poesia persino un paesaggio orrendamente deturpato, suscita interesse e domande nella stessa misura. Basta non pensare che manca un solo passo al futuro.