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Carlotto. Un poligono militare in Sardegna e strani casi di contaminazione: l’ultimo romanzo-inchiesta

Autore: Sara D'Ascenzo
Testata: Il Corriere Veneto
Data: 13 novembre 2008

Esce «Perdas de fogu». Il romanziere padovano denuncia: «Il ricatto del posto di lavoro prevale sui diritti del territorio»

C’è un filo - nero, più che rosso - che lega il Petrolchimico di Marghera all’ampliamento della base militare di Vicenza, i cantieri navali di Monfalcone al Poligono interforze Salto di Quirra, in Sardegna. «Sono luoghi dove il ricatto del posto di lavoro supera ogni diritto dei cittadini che ci abitano. I diritti dei territori non contano nulla: a Vicenza protestano, in Campania non vogliono le discariche, ma tutto succede lo stesso». È l’atto d’accusa dell’ultimo libro di Massimo Carlotto, lo scrittore padovano tra imaestri del noir italiano, in libreria da oggi, scritto con un collettivo di scrittori e artisti sardi riuniti sotto il nome di «mama Sabot»: Perdas de fogu (176 pagine, edizioni e/o, 15 euro), ovvero pietre di fuoco, l’espressione con cui in sardo si indica il poligono di Quirra, in provincia di Cagliari. Un luogo dove da cinquant’anni possono sperimentare nuove armi sia le autorità militari che i privati (prendendolo in affitto) e dove Carlotto ha scelto di ambientare un noir che si intreccia con disastri ambientali e diritto alla salute. Sabato l’autore lo presenterà a Vicenza, dove ad attenderlo ci saranno anche molti rappresentanti del comitato «no Dal Molin».

Dopo Mi fido di te, nel quale indagava gli abissi della sofisticazione alimentare, Carlotto torna a dare una cornice noir ai disastri ambientali. Questa volta segue le vicende di Nina, una veterinaria che fa ricerche sugli animali contaminati dalle nanoparticelle del poligono e Pierre, un disertore dell’esercito in Afghanistan costretto a collaborare con ex militari corrotti per non finire in galera. In mezzo, una storia di traffico di droga, tradimenti, ricatti, doppi giochi, fino all’epilogo. Sullo sfondo, soprattutto, la tragedia di un territorio inquinato dalle scorie dell’uranio. Più che solo un romanzo Perdas de fogu è però anche un’inchiesta vecchio stile, con 1.500 pagine di dati raccolti in due anni di lavoro. «Forniamo dati solo sulla parte terrestre — precisa Carlotto—perché per quanto riguarda l’acqua, nessuno ha mai fatto analisi. Costerebbero troppo e solo un governo potrebbe permettersele. Qui, con il poligono di Quirra, non siamo di fronte a un vero e proprio fenomeno criminale,ma all’incontro tra interessi geopolitici dell’area e interessi delle imprese belliche, un’area grigia nella quale entrano in gioco personaggi più o meno puliti: girano soldi e quindi arriva il malaffare». Ma come per Porto Marghera o per Monfalcone, la popolazione, parte in causa, finisce per essere «vittima» degli interessi economici: «C’è una contraddizione molto forte — racconta Carlotto—in questa vicenda: una parte di cittadini, in cambio di lavoro, finisce per essere favorevole al poligono e al suo progettato ampliamento, di qui il ricatto. Ma non pensavamo che la situazione ambientale fosse così grave: quel tipo di inquinamento non può essere bonificato.

Con questo libro sveliamo una cosa che il mondo scientifico stenta a rivelare: la pericolosità delle nanoparticelle». Nel noir un solo personaggio non affonda nel grigio dell’indifferenza: Nina, la veterinaria. «Un personaggio straordinario — dice Carlotto — l’unico che è cosciente della follia che aleggia, anche se non ha una posizione barricadera: è tipico degli scienziati, hanno un’astrazione che non permette loro di rendersi conto fino in fondo di quello che succede. Per il resto, quando si racconta la zona grigia, c’è ben poco da "salvare"». Dopo anni di «retiro» sardo, Carlotto negli ultimi mesi è tornato a Padova. Non esattamente per il richiamo della «città natale»: «Sto lavorando al mio prossimo libro — rivela — un libro che parla sempre di salute e che proprio dal Veneto prenderà le mosse: sono molto preoccupato per quello che sta accadendo nel Nord Est, anche se qualcosa mi sembra possa cambiare. Per una volta vorrei essere fiducioso».

S'intitola Perdas de Fogu ed è in libreria da oggi per le edizioni e/o l'ultimo libro di Massimo Carlotto. Padovano, 52 anni, Carlotto ha scritto il libro con un collettivo di artisti sardi. Si occupa del poligono di tiro di Salto di Quirra, responsabile di malattie e inquinamento.