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Recensione di Le rockstar non sono morte di Valerio Piperata

Autore: Michela De Fabritiis
Testata: Rivista una specie
Data: 10 dicembre 2014
URL: http://www.rivistaunaspecie.com/2014/12/05/recensione-rockstar-non-morte-valerio-piperata/

Davide Fagiolo è un ragazzotto come tanti: passa le sue giornate tra scuola, casa – con mamma apprensiva annessa – amici e, naturalmente, ha un sogno (e chi alla sua età non ne ha?). Vuole diventare una rockstar. (segue dialogo tra me e la mia coscienza cinica) - Bene, quale strumento sa suonare? - Nessuno, ma incomincerà a breve a prendere lezioni di batteria. - E vuole già diventare una rockstar? - Esattamente. - Non gli basta diventare, per cominciare, famoso nel suo liceo, nella sua città? - Nono, lui vuole proprio sfondare. Il successino da band di quartiere non gli basta. - Ma non è un tantino presto? - Evoja! Solo un ragazzino può pensare a una cosa del genere. - Vabbè…stiamo a vedere come si evolve la storia. Fagiolo però è testardo, determinato. Impara a suonare la batteria e in pochissimo tempo, ma con tantissimi incidenti di percorso, riesce a mettere su una band – o forse sarebbe meglio dire un gruppetto sgangherato, composto da tipi che nella vita, anche se ci mettessero tutto l’impegno del mondo, riuscirebbero a fare ben poco – trovare un manager e partire per una mini-tournée in giro per l’Italia. Le rockstar non sono morte è un romanzo pulito, semplice, senza pretese: è raccontato come se il protagonista stesse parlando al suo migliore amico, con un linguaggio lineare – e per questo efficace – senza il bisogno di aggiungerci i fronzoli della “bella scrittura”. Piperata scrive come mangia (facendolo molto bene, con una conoscenza consapevole del mezzo), e questa è indubbiamente la chiave della riuscita del suo romanzo. Quello che colpisce è la sincerità della voce di Davide: Piperata e il protagonista della storia sembrano indissolubilmente connessi, ed è come se Le rockstar non sono morte non fosse il romanzo d’esordio del venticinquenne romano Valerio Piperata, ma il diario personale di Davide Fagiolo, adolescente con tanti sogni nel cassetto…e anche con troppe infantili pretese (ma gli si vuole bene per questo). Un esordio, seppur con inevitabili punti in cui la narrazione si fa più debole e ingenua, a mio parere ben riuscito.