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La ricerca della felicità nell'inferno del vivere

Autore: Mario De Santis
Testata: Repubblica Sera
Data: 15 gennaio 2015

Incipit. Le cose vanno male, certo. Eppure tu saresti partito, e tornato a casa quando l'abbraccio del mondo si fosse fatto troppo poderoso. Invece non è andata così, perché le cose vanno male in una loro maniera misteriosa e crudele, e fanno sì che contro di loro si infrangano tutte le illusioni di lucidità. Sei partito, il mondo non ti ha abbracciato, e quando sei tornato non ti sentivi più a casa tua.

Trama. Il protagonista e voce narrante - ma che si rivolge a Sé stesso con il "tu" nel flusso della scrittura - ripensa la sua storia, prima di ragazzo nato e cresciuto in un paese interno della Corsica, percepito come una tomba da cui fuggire. Solo l'amore fugace ed estivo con Magali, venuta in vacanza come ogni estate, o le scorribande a caccia di merli con l'amico del cuore Jean-Do sono attimi felici di un'adolescenza magica. L'occasione della fuga sarà prima la vita militare, poi l'ingaggio come mercenario in Iraq insieme al suo amico fedele. Sarà un viaggio all'inferno in cui il protagonista perderà anche l'amico. In parallelo Magali, mai più tornata in Corsica, è diventata manager in un'azienda di cacciatori di teste e la sua sola dimensione è un'altra guerra, quella della competitività a tutti i costi.
Tornato a casa, di quel ragazzo felice non resta nulla, il suo mondo è sfaldato e l'orrore attraversato in guerra lo divora. Cercherà la salvezza nel ricordo dei giorni felici dell'adolescenza, cercherà Magali che a sua volta troverà in lui una chance per uscire dal tunnel di solitudine e angoscia da colletti bianchi. Sarà per loro una disperata, dolorosa ricerca di senso, fugace e fragile come il loro amore giovanile.

Stile. Jèrôme Ferrari, premio Goncourt nel 2012, già nel 2008 mostrava con questo libro le sue doti di scrittore. Qui lo straniamento esistenziale che invade il protagonista e il lettore è reso proprio grazie all'abilità di Ferrari nel saper condensare in 117 pagine una storia a più strati e profonda. La fine di un mondo contadino, l'impalpabilità dell'amore, lo spaesamento di individui soli, la guerra contemporanea e il sistema delle aziende e del lavoro, accomunati dalla medesima privazione di speranza: tutti temi toccati con un monologo interiore condotto dalla voce narrante del protagonista, ormai tornato a casa. Lo stesso Ferrari fa con la protagonista femminile, Magali, fino a fondere le loro due solitudini in un'unica onda narrativa di grande fascino.

Pregi e difetti. Libro bello, amaro. Con una durezza forse esibita, forse necessaria. A tratti insostenibile in certi passaggi la violenza, a tratti commovente nel saper trasmettere pietà di fronte alla ferocia. La pietà degli uomini e quella, eterna, di Dio. Un romanzo che pretende un lettore attento, capace di seguire il fluire della scrittura e che non sia in cerca di facili consolazioni.